LE VIDEOCAMERE DI SICUREZZA HANNO RIPRESO IL LADRO: POSSO PUBBLICARE LE IMMAGINI IN RETE?
L’avvocato Simone Labonia invita, in situazioni analoghe, a non volersi fare giustizia da se: si rischia una condanna!
Il punto centrale è distinguere tra consegnare le immagini alle forze dell’ordine e pubblicarle sui social per identificare o “punire” il presunto ladro: sono condotte giuridicamente molto diverse.
Vedere qualcuno entrare nel proprio negozio, nel garage o nell’abitazione e portare via qualcosa scatena inevitabilmente rabbia e desiderio di reagire.
Ma un conto è utilizzare le immagini delle telecamere per aiutare le indagini, altro è pubblicarle sui social con l’appello: «Chi lo riconosce? È un ladro, trovatelo».
In quest’ultimo caso, il rischio è di trasformarsi da vittima a possibile responsabile di un nuovo illecito.
La regola fondamentale è semplice: le immagini che documentano un reato possono essere messe a disposizione della polizia o dell’autorità giudiziaria, ma non diventano automaticamente pubblicabili da chi le possiede.
La normativa sulla protezione dei dati personali impone infatti che siano trattate nel rispetto dei principi di necessità e pertinenza.
Lo ricorda anche il Garante per la privacy, sottolineando che la videosorveglianza deve essere finalizzata ad esigenze legittime, come la sicurezza delle persone e la tutela dei beni.
Il problema diventa ancora più delicato quando il volto della persona viene associato pubblicamente alla parola «ladro».
Fino a quando non esiste un accertamento giudiziario definitivo, si tratta infatti di un presunto autore del reato.
Una fotografia, per quanto nitida, non autorizza il privato cittadino a trasformarsi in investigatore, giudice e, soprattutto, pubblico accusatore.
Tra i rischi da valutare vi è soprattutto quello della diffamazione, qualora alla fotografia vengano attribuiti pubblicamente fatti criminosi in termini lesivi dell’altrui reputazione.
Anche la provenienza delle immagini è importante.
Una telecamera privata può essere utilizzata per proteggere la propria abitazione o attività, ma deve rispettare precisi limiti: il Garante ricorda, ad esempio, che le riprese devono essere circoscritte agli spazi di propria pertinenza e non trasformarsi in un controllo generalizzato delle aree altrui o del pubblico passaggio.
In buona sostanza, se subite un furto, comportatevi da cittadini che rispettano la Legge e non cercate di diventare “giustizieri della notte”!





