VISTO E PRESO! QUESTO PEZZO DI SPIAGGIA È MIO PERCHE L’HO OCCUPATO ALL’ALBA: POSSO FARLO?
L’avvocato Simone Labonia ci spiega che la spiaggia pubblica è diritto di tutti e non dei soliti “furbetti”!
Arrivare all’alba, sistemare ombrellone, sdraio e asciugamani sulla spiaggia libera e poi allontanarsi, magari per tornare molte ore dopo, con la pretesa di aver “prenotato” il posto, è uno dei malcostumi estivi più diffusi, ma anche uno di quei comportamenti che rischiano di trasformare una semplice scorrettezza in una vera e propria violazione della legge.
La spiaggia libera, infatti, appartiene al demanio marittimo ed è destinata alla fruizione collettiva. Nessun privato può appropriarsi stabilmente di una porzione di arenile semplicemente collocandovi i propri oggetti personali e impedendo, di fatto, che altri possano utilizzarla.
Il riferimento fondamentale è l’art.1161 del Codice della navigazione, che punisce chiunque arbitrariamente occupi uno spazio del demanio marittimo o ne impedisca l’uso pubblico. La norma prevede l’arresto fino a sei mesi o l’ammenda fino a 516 euro.
Non è necessario costruire una struttura o recintare materialmente l’area: anche l’apposizione senza titolo di ombrelloni e sedie a sdraio, quando determina una limitazione della fruizione collettiva dell’arenile, può integrare l’occupazione abusiva prevista dalla disposizione. La giurisprudenza ha infatti chiarito che l’occupazione può consistere nell’acquisizione o nel mantenimento di una situazione di fatto che sottragga lo spazio agli altri utenti.
Il punto decisivo è dunque il comportamento concreto. Un asciugamano utilizzato da chi sta effettivamente fruendo della spiaggia è una cosa: lasciare per ore attrezzature incustodite con l’intenzione di riservare un’area è altro discorso. Ancora più evidente è l’abuso quando vengono sistemati numerosi ombrelloni o lettini per creare una sorta di “area privata” sulla spiaggia pubblica.
Il principio è semplice: il primo arrivato ha diritto a utilizzare lo spazio, non a impossessarsene. La disponibilità materiale dell’arenile non equivale, infatti, a un diritto di proprietà né consente di escludere gli altri cittadini.
Il problema, dunque, non è soltanto quello di una cattiva educazione. Quando il comportamento supera la semplice presenza temporanea e determina una significativa compressione dell’uso pubblico, entra in gioco la tutela penale del demanio.
La spiaggia libera non è un bene di chi arriva prima e nemmeno un parcheggio per ombrelloni lasciati incustoditi. È uno spazio pubblico destinato, per sua natura, a essere utilizzato da tutti. E proprio perché è di tutti, nessuno può trasformarlo nel proprio piccolo stabilimento balneare privato.





