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Daouda Niang: Salerno città accogliente solo sulla carta Cronaca 

Daouda Niang: Salerno città accogliente solo sulla carta

A pochi giorni dalla morte del bengalese Hossain, il giovane immigrato morto dal freddo in un garage, molti cittadini si stanno impegnando in messaggi e iniziative di solidarietà per dare all’uomo un degno saluto e ritorno in patria. Tra questi si è espresso Daouda Niang, presidente dell’associazione Senegalesi di Salerno. Che in una lettera aperta ha colto l’occasione “per ricordare a tutti quello che gli stranieri vivono qui a Salerno”.
L’ha pubblicata tramite un post su Fb: “Voglio approfittare della morte del fratello e collega, per il quale ci dispiace tanto, morto l’altro ieri a casa sua, in un garage, per ricordare a tutti quello che gli stranieri vivono qui a Salerno, detta città accogliente. Molti vedono solo questa morte, ma io ho avvisato già tutti, e lo sto facendo un’altra volta, che ce ne saranno altre, perché in queste condizioni di vita non si può vivere. Non è umano – ha sottolineato – Non si può vivere in questo modo in un paese detto civile, in una città detta accogliente. Questi casi ce ne sono tanti. Non è che abbiamo scelto ma siamo costretti a viverli. Come tutti sanno Salerno è una città di turismo e commercio. Tutti sanno come l’Amministrazione comunale ha negato agli ambulanti lo spazio di lavoro. Ai lavoratori ambulanti stranieri, particolarmente ai neri.
Abbiamo denunciato questa ingiustizia dappertutto. Ma non ci hanno mai ascoltato. Se togli lavoro a qualcuno, gli hai tolto la sua dignità. Non abbiamo sentito nessuna autorità indignarsi di questo morto: sono solo dei numeri. Uno di meno. Ma se sappiamo come è morto questo signore, tutti noi, in quanto uomini, dobbiamo indignarci.
Lui è morto perché non aveva i soldi per comprare la medicina. Lui è morto perché non aveva una casa dove poter abitare. Lui è morto perché ha condiviso un garage con tanti connazionali per poter pagare un affitto, in una città con prezzi così alti.
L’Amministrazione comunale è responsabile di quanto sta accadendo, negando una spazio di lavoro, negando un spazio di ricerca di dignità. L’Amministrazione comunale che esclude gli stranieri nella sua politica sociale (se esiste). L’amministrazione comunale che non ha mai fatto nessuna politica dell’integrazione. Una città in cui l’Amministrazione comunale sa usare solo la repressione conto gli stranieri. È l’unica città in cui preferiscono lasciare il traffico per le strade e prendere tre, quattro auto dei vigili per impedire ai lavoratori ambulanti di lavorare.
Di queste abitazioni (garage e cantine) ce ne sono in città, e se non ci lasciano lavorare possiamo trovare solo queste soluzioni perché non possiamo più pagare questi affitti così cari. Se non ci lasciano lavorare spingono alcuni a lavorare in nero per guadagnare pochissimi soldi per poter vivere e far vivere le nostre famiglie.
È una città dove amano più creare illegalità che legalità. L’illegalità di costringere le persone ad andare a lavorare nero per pochi soldi nei ristoranti e in altri posti, perché non abbiamo nessuna alternativa. L’alternativa che avevamo viene negata ingiustamente dall’Amministrazione comunale.
Tutti conoscono il disagio che viviamo, l’ingiustizia che viviamo, ma ci dicono che il tempo non è favorevole per gli immigrati o almeno per i neri, come se ci fosse un tempo per la disumanità e l’ingiustizia, come se ci fosse un tempo in cui tollerare che alcune persone possono essere considerate oggetto di propaganda politica negativa. Però io resto sempre convinto dell’umanesimo e dell’umanità degli italiani.
Salerno è l’unica città in cui lo stesso Ministro dell’Interno Matteo Salvini della Lega ha detto che non c’è criminalità straniera. Se lo ha detto vuol dire che gli immigrati di Salerno sono esemplari, ma qui a Salerno, detta città accogliente, non c’è mai stata una politica dell’integrazione. È una città in cui ormai da tempo le autorità non ricevono gli immigrati formalmente, anche se facciamo gli adempimenti necessari. Quando scriviamo all’Amministrazione non ci rispondono. Come se gli stranieri avessero solo dei doveri e non anche dei diritti. È una città in cui le autorità non hanno nessuna considerazione dei cittadini stranieri. Chiediamo che un’altra morte non sia vana. Chiediamo rispetto. Chiediamo dignità”.

 

Maria Pia Della Monica

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