Salerno e il turismo, solo il 10% dei flussi arriva in città: cosa si può fare
Il piano strategico presentato alla BIT 2026 evidenzia uno squilibrio nella distribuzione dei flussi turistici: la Costiera Amalfitana assorbe quasi la metà della domanda, mentre il capoluogo resta fermo al 10%. Servono idee nuove per attrarre visitatori
La Borsa Internazionale del Turismo 2026 ha offerto alla provincia di Salerno l’occasione per fare il punto. I dati presentati dalla Camera di Commercio, in collaborazione con ISNART e FTOURISM, tratteggiano un quadro di luci e ombre: nel 2024 il territorio ha registrato oltre 1,4 milioni di arrivi e più di 5,1 milioni di presenze, ma il livello resta inferiore ai valori pre-pandemici, con circa un milione di presenze in meno rispetto al 2019. Lo confermano anche i primi riscontri del 2026.
Una distribuzione squilibrata
Il dato più significativo riguarda la distribuzione dei flussi: la Costiera Amalfitana assorbe il 47% della domanda, il Cilento il 33%, mentre Salerno città si ferma al 10%. Il piano strategico punta sull’aeroporto di Salerno come motore di sviluppo, con obiettivi ambiziosi: brand awareness +25%, traffico internazionale +20%, flussi nelle stagioni intermedie +25%. Per raggiungerli servirà una governance turistica unitaria capace di superare la frammentazione attuale.
Cosa può fare la città per invertire la rotta
Salerno deve costruire un’identità turistica propria. L’aeroporto di Salerno-Costa d’Amalfi può aprire corridoi con i principali mercati europei, ma serve un’offerta integrata: eventi culturali, musica dal vivo, intrattenimento di qualità. Il turismo moderno è esperienziale: i viaggiatori cercano anche vita notturna e proposte innovative. Città come Barcellona e Lisbona hanno trasformato il tessuto urbano in ecosistemi attrattivi ventiquattr’ore su ventiquattro.
L’idea di un polo dell’intrattenimento e il freno del gioco online
Un casinò moderno potrebbe attrarre quella fetta di pubblico interessata alla vita notturna. Tuttavia, le amministrazioni non hanno mai sviluppato seriamente questa ipotesi, anche a causa del boom del gioco online. La migrazione degli utenti verso le piattaforme digitali, accelerata dalla pandemia, ha ridimensionato l’appeal delle strutture fisiche. Oggi chi cerca il gioco accede con pochi clic a piattaforme autorizzate, incentivato da bonus casinò senza deposito e promozioni che abbattono la barriera d’ingresso.
E se è vero che nel 2025 il gioco a distanza in Italia ha raggiunto i 77,8 miliardi di euro di raccolta, con 4-5 milioni di utenti attivi, è altrettanto vero che oggi i casino tradizionali rappresentano ancora un’attrazione esclusiva e ricercata. La situazione quindi è ricca di opportunità. Come riportato dal Ministero del Turismo, nei primi mesi del 2026 si stimano oltre 100 milioni di presenze in Italia, la sfida per Salerno resta intercettarne una quota significativa.
Tra digitale e territorio
La creazione della DMO “Destinazione Salerno” , infine, è un segnale positivo. La città deve saper coniugare tradizione e innovazione, investendo su un’offerta che abbracci anche l’intrattenimento urbano. Resta da capire se il territorio troverà il coraggio di sperimentare formule nuove per attirare quel pubblico giovane e internazionale che oggi guarda altrove.





