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Salernitana, il silenzio del patron

L’amarezza e’ evaporata, la delusione metabolizzata, ora e’ tempo di pensare al futuro. E’ il caso di preoccuparsi? Tecnicamente la Salernitana non ha centrato l’obiettivo fissato ad inizio stagione ma in compenso ha chiuso l’anno con molte più certezze rispetto allo scorso agosto; sa di poter ancora contare su un pubblico fedele e appassionato come pochi in Italia, dí avere a disposizione un organico cui basterebbe poco per poter essere ancora più competitivo, dí aver trovato un equilibrio tra management finanziario e tecnico come non si vedeva da tempo. E allora? Tutto roseo si potrebbe dire. Non è così perché ad alimentare la….preoccupazione”provvede la solita e proverbiale lunaticita’ di Danilo Iervolino. In un mondo normale, all’indomani della chiusura dei playoff, il proprietario del club avrebbe licenziato la stagione con un bilancio consuntivo, provvedendo, poi, a dettare le linee guida per il futuro: normalità! Dopo Brescia, invece, in assenza di comunicazioni, e’ solo un rincorrersi dí supposizioni, previsioni soggettive, ipotesi…. Nulla di concreto, solido, fondato. Di qui le “preoccupazioni”, il campo aperto “alla qualunque”. Assodato che in terza serie Danilo Iervolino non troverà nessun IMPRENDITORE disposto a rischiare capitali personali per fare la felicità della piazza (potrebbe farlo solo un imprenditore/tifoso che non esiste) e che le uniche opportunità dì alienazione del club sono quelle assai rischiose offerte dai fondi d’investimento, anche per una mera questione di convenienza al patron converrebbe tirare diritto per la strada tracciata in questa controversa stagione e rinviare a data da destinarsi qualsiasi trattativa. Probabilmente con la Serie B in tasca ed uno stadio ristrutturato (l’Amministrazione Regionale retta da Fico ha assicurato la partenza dei lavori all’Arechi ndr) sarà più facile disfarsi del peso…. Forse anche più conveniente e meno rischioso.

 

Marcello Festa

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