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Torna l’ora legale, ma non per tutti è una buona notizia Lifestyle 

Torna l’ora legale, ma non per tutti è una buona notizia

Mancano 11 giorni allo scoccare dell’ora Solare, portando avanti di un’ora i nostri orologi come siamo abituati a fare già da diversi anni ormai. Sarà l’ultima volta? Il dibattito ancora in atto dal 2018 che vede coinvolta l’Unione Europea sulla scelta di abolire l’obbligo di cambiare l’orario due volte l’anno. Quali sarebbero i benefici di tale abolizione? Soprattutto per quale motivo tale dibattito non ha ancora trovato una risposta in grado di compiacere tutti i Paesi coinvolti?

In Italia perchè è giusto abolirla?

Poter mantenere l’ora legale significherebbe risparmiare 2,7 miliardi di euro nel 2023, questa risulta essere la stima calcolata dal Centro Studi di Conflavoro PMI. In questo periodo di grande crisi economica una decisione simile diventa vitale. In questo momento più dell’80% degli italiani vota a favore dell’abolizione dell’ora Solare. Il nostro Paese ha il privilegio geografico di un’ottima esposizione al sole anche nei periodi invernali. Poter mantenere sempre l’orario Legale significherebbe sfruttare quanto più possibile energie naturali rispetto il blando consumo energetico che inevitabilmente si attua quando le giornate si allungano nei periodi invernali.

Per non parlare degli effetti collaterali che il cambiamento d’ora comporta al sistema nervoso del cervello umano. Il corpo umano vive grazie a determinati equilibri. Quando tali equilibri vengono meno si creano effetti inevitabili. Poter dormire un’ora in meno o un’ora in più incide sull’orologio biologico interno che disciplina molte funzioni cicliche del nostro corpo. I bambini e gli anziani sono i soggetti che più soffrono tale cambiamento. Si dorme male, ci si concentra meno e soprattutto ci si stressa con frequenza.

E gli altri Paesi cosa ne pensano?

La risposta è semplice, dipende dalla posizione geografica del sole rispetto la Terra. Questo è il vero problema che impedisce all’Unione Europea di prendere una decisione che in modo univoco favorisca il bene comune. I paesi del Nord-Europa, potendo, abolirebbero l’ora Legale. Pensiamo alla Norvegia, dove per due mesi consecutivi il sole non sorge mai e per 22 ore su 24 regna il buio. Per i motivi elencati sopra, invece, i paesi del Sud- Europa farebbero a meno dell’ora Solare visto che godono di una migliore esposizione alla luce del sole.

L’esito del primo referendum svolto nel 2018 è chiaro. La maggioranza dei Paesi vuole abolire un cambio d’ora. Alla domanda del secondo referendum, quale deve essere abolita, l’opinione si divide in due. L’UE di risposta decide di lavarsi le mani come Ponzio Pilato, dando libertà decisionale ai singoli Paesi su quale abolire, rispetto le proprie comparate esigenze e motivazioni.

Quali sarebbero gli effetti dell’abolizione?

Nel 1884 a Washington la terra “viene divisa in 24 spicchi”, tecnicamente detti “fusi”. Così nasce il fuso orario, indispensabile a quei tempi per attutire divari cronologici fra i vari Stati. Dalla nascita del fuso orario i vari Stati iniziano, per comparate motivazioni, ad usare legalmente sia l’ora Solare che l’ora Legale, spostando quindi di 60 minuti il tempo due volte l’anno.

In Italia l’ora Legale viene introdotta per la prima volta nel 1916 come misura bellica, quando tutti i paesi coinvolti nella seconda guerra mondiale devono sincronizzare gli orologi uniformemente. Successivamente, nel 1965, con il decreto legge 5o3, viene introdotta definitivamente perchè ritenuta utile.

Se l’ora Legale nasce come strategia bellica e si trasforma in opportunità economica ed orientativa rispetto il fuso orario degli altri Stati, l’ora Solare invece coincide con la posizione del sole rispetto il meridiano dell’ora civile convenzionale. Qui nasce il primo paradosso. Alla stessa latitudine i fusi orari sono uguali in tutti i Paesi, apportare un drastico cambiamento a livello longitudinale comporterebbe gravi fusi orari persino fra paesi vicini. Volendo fare un esempio se la Francia decidesse di abolire l’ora legale porterebbe un’ora in dietro sempre rispetto l’Italia, diversamente da oggi che i paesi cugini hanno lo stesso fuso orario.

 

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