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STORIE DI REMO, VOLO SALERNO-ROMA-AVANA SOLO ANDATA Attualità 

STORIE DI REMO, VOLO SALERNO-ROMA-AVANA SOLO ANDATA



Terza puntata

Ancora incredulo per quel rapido ritorno all’Avana di Ernesto, Robertico si era recato in aeroporto, dove alle 18 era previsto l’atterraggio del volo Blu Panorama proveniente da Roma. L’avion aveva un’ora di ritardo e lo chouffer si sedette ad aspettare .
Aveva conosciuto Ernesto quando era arrivato con i suoi amici nell’edificio all’angolo di Paseo y 15 . Siccome a l’Avana le strade sono lunghissime, gli indirizzi (direcion) sono sempre indicati con l’incrocio di due strade più il numero civico.

 

Il gruppo di italiani alloggiava da Alida e Cinzia ,che avevano due appartamenti contigui ognuno con due camere, al secondo piano dell’edificio e lui viveva al piano di sotto. Avevano affittato in 4 il suo taxi abusivo per 40 dollari al giorno ,comprensivo di gazolina.
L’auto era una Lada russa con più di 20 anni di vita ; Roby la mattina li portava alla “playa” di S.Maria e la sera in discoteca.
Con Ernesto era scattato un feeling immediato ,tanto che spesso questi andava a casa sua ,dove aveva conosciuto anche Jasmine la giovane moglie che era in attesa di un bimbo.
La gravidanza era difficile e la poverina doveva rimanere seduta sul divano o distesa sul letto per evitare di incorrere nelle minacce d’aborto.
Quando era libero dal lavoro ,lo choffer rimaneva a casa con lei per farle compagnia e riempirla di premure.
Se Ernesto bussava ,erano entrambi felici di accoglierlo nella loro modesta dimora.
L’ospite si sedeva fuori sul terrazzino a parlare con il padrone di casa fumando un buon sigaro e “tomando ron “
Puntualmente mentre versava il rum Roby ci teneva a precisare:
“Este es de lo bueno! Anejo Blanco, flor de cagna”
Si intrattenevano a ridere e scherzare ; Ernesto non andava in discoteca con gli altri ,ma preferiva andare in giro per le case della gente insieme al suo amico cubano. A questo del suo racconto punto Andrea, il mio compagno di viaggio, tira fuori un registratorino e mi dice che conserva un vocale in cui Robertico spiega a Ernesto il motivo per cui aveva lasciato la prima moglie .Porta sempre con sé l’apparecchietto ,soprattutto nei viaggi ,per registrare conversazioni interessanti, condite da voci di fondo, rumori e frastuoni di quello che accade intorno.

 


La registrazione avviene in macchina mentre si parla di donne.
“A los italianos gustan mucho las chicas cubanas,verdad ? Le gustan las que gridan” Lo chouffer sostiene che agli italiani piacciono molto le ragazze cubane soprattutto quelle che quando fanno sesso gridano “Ahi mi madre! Me estoy muriendo!Quiero mas!”
Le risate si sprecano in questo fono perché lo choffer è molto comico quando racconta.
“La mia primera esposa gridava mucho”
“Y por que la dejaste?”
Perché la lasciasti chiede Ernesto.
Roby risponde:
“Perché un giorno tornai prima dal lavoro ;salii per le scale e ,mentre stavo aprendo la porta di casa per entrare ,la sentii gridare”
“ E poi ? dai racconta !” -dice Ernesto-
“Mi avvicinai ad una finestrella sul ballatoio da cui si guardava la camera da letto e vedo un negrone gigantesco che la stava -acclavando duro . El l’abia puesta all’esquina del colchon y ella gridava como loca -“
“E tu che facesti ?” chiesi io.
“Me ne scesi per la scala e tornai dopo
un’oretta.
Il giorno dopo la “ bote’ “
(la cacciai) e mi separai da lei.
Ernesto non riusciva a capacitarsi perché lui non fosse entrato a fare il pazzo con quei due porci.
“ Ahoooo” rispose Roby
“ El negrun estaba muy fuerte,eppoi da queste parti quando due stanno in amore l’adrenalina è alla follia ed è pericoloso interromperli improvvisamente. Vanno fuori di testa. Invece io cacciai quella “puta “ di casa serenamente l’indomani ed ora con Jasmine sono felice”
Non mi sembrava vero sentire in quel fono direttamente la voce dei protagonisti della storia.
Il racconto di Andrea prosegue, dopo qualche ora di volo ,con Ernesto che arriva a l’Avana .
Tra i due amiconi sono abbracci e salti di gioia ,con lo choffer ancora incredulo di rivedere Ernesto.
Nel suo primo viaggio gli aveva detto che doveva ritornare da solo e fermarsi sull’isola più tempo perché gli avrebbe fatto vedere la vera Cuba .Avrebbe vissuto come un cubano “buscando novias “ tra il popolo e non nelle discoteche dove s’encuentran solo putas e sesso a pagamento.
L’abbraccio in aeroporto tra Roby ed Ernesto sembra come quei racconti a “C’è posta per te” di Maria De Filippi.
Lacrime di gioia e di entusiasmo finiscono solo nella vecchia Lada di Robertico ,con i due diretti verso l’Avana.
Sono circa 20 km che essi percorrono tra le congetture di Ernesto sul da farsi.
Il suo visto è valido per due mesi ed in questo tempo egli deve riuscire ad avere una residenza temporanea per motivi di studio.L’iscrizione ai corsi è naturalmente obbligatoria ,ma la tassa non è alta.
In taxi, Ernesto va dritto al punto:
“Robertico, io sono tornato per restare,voglio fare un patto con Alida;pagamento mensile, tipo affitto. Una base fissa, senza storie,così ho la testa libera”.

*Robertico annuisce : _“Está bien. Hablamos con Alida. Un precio mensual y te quedas tranquilo. Casa segura”
Poi cambia tono, con quell’occhio furbo da choffer che conosce l’isola a memoria.
*Mira, Ernesto. De día haces lo tuyo. (fai le tue cose)Te alquilas una moto;con eso te mueves como un cubano: rápido, barato y sin esperar guagua. Por la noche, después del trabajo, sales conmigo. “In pratica gli consiglia di affittare un motorino “barato” (economico) così di giorno può andarsene in giro alla playa o a zonzo per la città senza problemi di aspettare il bus (guagua) che a Cuba è una chimera (non passa mai o lo si vede dopo qualche ora strapieno che non si ferma)
Di sera invece appena libero dal lavoro Roby dice che usciranno insieme in auto per godersi i quartieri popolari ,in mezzo alla gente, alla musica dove Ernesto si fidanzerà con tutte ,dai 20 in su perché son sempre belle, allegre e di tutti i colori.
Non esiste cerniera di razze maggiore che a Cuba.
Dal bianco al nero, passando per il color caffè (mulatte) a quelle con i tratti “cinos”
Dopo Colombo arrivarono dal Pacifico una enormità di cinesi che si incrociarono con spagnole e africane creando le “Mulatte Cinos”,scure con occhi a mandorla. La ”sagra delle razze” che esiste solo lì è capace di formulare un’enciclopedia antropologica. Intanto arrivano in città passando per l’Avana Vieja, dove il “carro” procede a passo d’uomo tra buche e gente che cammina con masserizie sulla testa. Su un terrazzo è ’in corso una festa e un giradischi suona mentre si balla salsa e tutti cantano in coro”Semos cubanos, espagnoles y africanos”. Ernesto si sente a casa e freme per essere riuscito a tornare ormai libero e senza pensare di dover ripartire. La Lada svolta su Paseo; Alida li aspetta al portone. Si tratta, si firma a parole, che qui valgono più della carta.
Ernesto ha la stanza, Robertico ha l’agenda e l’Avana ha un italiano in più da incantare.

 

Camily bosch

 

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