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Salerno, presentato il progetto “Casa di accoglienza per Donne Maltrattate” Attualità 

Salerno, presentato il progetto “Casa di accoglienza per Donne Maltrattate”

Nella sede del Palazzo di Città di Salerno si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del progetto “Casa di accoglienza per donne maltrattate” – La Crisalide in rete contro la violenza di genere per il consolidamento della rete dei servizi per la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere. Si tratta della prima casa di accoglienza con una sicurezza interna H24.

Alla conferenza hanno partecipato: il presidente aps La Crisalide, Roberta Bolettieri, il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, il consigliere comunale Fabio Polverino, presidente della Commissione Bilancio e membro della Commissione Politiche Sociali, don Nello Senatore, docente di Pedagogia dell’Università Pontificia, l’avvocato Teodoro Costa, la psicologa Daniela Cuciniello, il commissario capo Michele Ferrigno della Questura di Salerno, il maggiore Marco Rapolla con il caporale maggiore capo, Isabella Fimiani, e il tenente colonnello Aldo Iannaccone, dell’Esercito Italiano, il tenente colonnello Andrea Sarica e il tenente Manlio Malaspina dei Carabinieri, il capitano di corvetta, Antonio Gallo, della Marina Militare.

 

La casa di accoglienza per donne maltrattate de La Crisalide è una struttura residenziale che ospiterà donne maggiorenni sole o con figli, vittime di violenza di genere, violenza domestica, maltrattamento e stalking che necessitano di un percorso di protezione per la fuoriuscita dalla violenza reiterata e la riconquista dell’autodeterminazione. Aspetto unico e di rilevante importanza, sarà la presenza in loco di sicurezza interna H24.

La Casa La Crisalide, come ha spiegato il sindaco Napoli ai presenti, andrà a rafforzare la linea di intervento e le iniziative già attiva nel territorio affinché le donne siano non solo soccorse, ma anche aiutate concretamente.

“Il progetto ha come matrice la maturazione della mia esperienza all’Organizzazione delle Nazioni Unite – sono state le parole del presidente, Roberta Bolettieri – e ha preso man mano forma; da qui l’idea di una rete che permettesse di accorciare la distanza tra le vittime di violenza, le istituzioni e la pubblica sicurezza. Non offriremo soltanto assistenza legale, sanitaria e psicologica, ma tranquillità e sicurezza affinché la donna possa sentirsi libera di decidere di rifarsi una vita”.

A tale scopo vi saranno dei percorsi di orientamento al lavoro e alla qualificazione.

“Noi siamo un mezzo per riabilitarsi – ha concluso Roberta Bolettieri – non un’ancora di salvezza”.

Don Nello Senatore ha voluto porre l’accento sul nobile fine di quanti hanno accettato con slancio di mettersi “in rete” con il progetto: “Dobbiamo metterci al servizio di giovani persone come Roberta che offrono le proprie idee, le competenze e il tempo e far uscire dall’anfratto del silenzio le donne vittime di violenza: E’ questo il concetto della rete”.

Oggi l’associazione ha costituito una rete con figure professionali e istituzionali e un ampio ventaglio di iniziative per scalfire la tradizionale percezione culturale nei confronti del genere femminile e della violenza che subisce. Molte donne, infatti, non denunciano perché non conoscono i propri diritti.

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