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Omelia contestata a Cava de’ Tirreni, aggredito il frate: “Avalla le coppie omosessuali” Cronaca Primo piano Provincia e Regione 

Omelia contestata a Cava de’ Tirreni, aggredito il frate: “Avalla le coppie omosessuali”

L’omelia del-Immacolata si chiude tra i veleni e con un serrato confronto tra il frate del convento francescano di Cava de’ Tirreni e uno dei fedeli. E’ quanto ha raccontato padre Pietro Isacco, che ha voluto affidare ai social network uno sfogo sullo screzio al termine della celebrazione religiosa di domenica. Un faccia a faccia con un giovane del posto, che per usare un eufemismo non aveva condiviso il messaggio lanciato dal frate nel corso del suo intervento. Una cerimonia diversa dal solito-scrive Francesco Ienco su La Citta, per forza di cose, vista la ricorrenza che ha dato ufficialmente inizio al conto alla rovescia da concludersi a Natale. Tema centrale della messa, ovviamente, il dogma dell’Immacolata Concezione, ovvero come la Vergine Maria sia stata preservata dal peccato originale prima di dare alla luce Gesù. Fra’ Pietro, per l’occasione, ha scelto parole diverse dal solito, ma tutt’altro che casuali. «Non ho fatto una catechesi su tale dogma – ha spiegato il fraterna mi sono fermato di più a considerare le parole dell’angelo a Maria, che la invitano a rallegrarsi, alla risposta di Maria che decide di fidarsi della parola e stravolgere i suoi piani per vivere nel sogno di Dio. Ho per un attimo immaginato un’adolescente del tempo che di sicuro avrebbe avuto i suoi sogni da realizzare ma che si fa capolavoro nelle mani di Dio».  Quindi l’appello rivolto ai fedeli che hanno partecipato alla cerimonia: «Ho invitato ad amare come Maria ha amato fino alla fine dicendo di rispettare qualsiasi forma di amore senza essere giudiziosi nei confronti del fratello e soprattutto del fratello che non conosciamo – spiega padre Isacco – Ho dato spazio ad una coppia di sposi che era lì in chiesa a celebrare il loro anniversario di matrimo
nio ed ho permesso che leggessero delle promesse da loro scritte per rinnovare il loro amore». Una chiave di lettura, quella del custode del convento, che però non ha convinto appieno qualcuno dei presenti. In particolare un giovane che avrebbe atteso la conclusione della messa per dire la sua, in modo abbastanza eloquente. Ha avvicinato il frate e lo ha apostrofato in maniera poco gentile, puntando il dito contro i concetti espressi nell’omelia. Sono volate parole grosse e il clima si è surriscaldato. Fortunatamente la situazione non è degenerata, ma di certo non si è trattato di uno spettacolo edificante per chi sperava di festeggiare l’immacolata vivendo una giornata all’insegna della riflessione. «Lei doveva parlare solo dell’immacolata Concezione – avrebbe detto il giovane accusando il religioso. Ha detto invece che bisogna e ogni forma di amore, quindi avallando anche quello extraconiugale ed omosessuale. Ho capito durante la consacrazione che lei non crede in Dio ma nell’uomo. Ha un atteggiamento presuntuoso che nulla ha a che vedere con San Francesco». Padre Isacco non ha potuto far altro che difendersi, rivendicando le sue idee. La discussione, proseguita per diversi minuti, come prevedibile non ha permesso di arrivare a un punto d’incontro tra le parti, che si sono lasciate con le stesse reciproche perplessità. Il frate, dal canto suo, si è congedato dai suoi contatti con un interrogativo laconico: «E’ questo che gli insegnano le messe che frequenta, le sole che lo portano a Dio?».

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