Nuova giunta comunale a Salerno, Lambiase e Polichetti dell’Udc: “Con De Luca va in scena il Gattopardo”
Sulla composizione della nuova giunta comunale di Salerno intervengono con una lettura fortemente critica i vertici dell’Unione di Centro, che parlano di un assetto amministrativo che, al di là delle dichiarazioni ufficiali, non segnerebbe una reale discontinuità politica rispetto al passato. A prendere posizione sono il commissario provinciale dell’Udc di Salerno, Roberto Lambiase, e il responsabile nazionale del Dipartimento Salute dell’Udc, Mario Polichetti, che leggono la nuova giunta come una riorganizzazione interna degli stessi equilibri, più che come un vero cambio di fase per la città.
Nel loro intervento, i due esponenti pongono anche un interrogativo politico che richiama direttamente il dibattito degli ultimi mesi e le accuse incrociate nel confronto elettorale, riportando l’attenzione sulla natura delle criticità denunciate e sulle reali motivazioni delle scelte amministrative.
“Di fronte a questa giunta viene spontaneo chiedersi: il problema era Napoli o la voglia di poltrone di Vincenzo De Luca?” afferma Lambiase. È proprio in questo contesto che il commissario provinciale dell’Udc inserisce il riferimento più politico e simbolico della sua analisi, richiamando il noto paradigma del Gattopardo, che sintetizza così: “Si ha l’impressione che si sia di fronte al solito schema del Gattopardo, quello per cui tutto deve cambiare affinché nulla cambi davvero”.
Secondo Lambiase, infatti, al di là delle modifiche formali nella composizione dell’esecutivo, resterebbero immutate le logiche di fondo che regolano la gestione del potere e degli equilibri politici. Sulla stessa linea interviene anche Polichetti, che amplia la lettura al piano complessivo dell’azione amministrativa, sottolineando come le aspettative di rinnovamento si scontrino con una struttura che, nei fatti, non evidenzierebbe reali elementi di rottura.
“Il Gattopardo è la chiave di lettura più immediata di questa fase – dichiara – perché tutto cambia nella forma, ma nella sostanza nulla cambia davvero. Le promesse di discontinuità si fermano alla superficie, mentre gli assetti reali restano gli stessi”. Polichetti aggiunge inoltre che, a suo avviso, la questione non riguarderebbe soltanto la composizione della giunta, ma la direzione politica complessiva, che continuerebbe a muoversi lungo schemi già consolidati.





