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Lambiase, “Salerno di tutti”: “Non solo il Palazzetto dello sport in città è un’opera incompiuta, De Luca non dice la verità” Attualità Primo piano 

Lambiase, “Salerno di tutti”: “Non solo il Palazzetto dello sport in città è un’opera incompiuta, De Luca non dice la verità”

Palazzetto dello Sport e ospedale a Salerno, il consigliere comunale Gianpaolo Lambiase della lista “Salerno di Tutti”, parla di spiegazioni inesatte date dal Governatore De Luca sulle opere, anche incompiute, in città

“Con il dovuto rispetto per la figura del Presidente della Regione, devo comunque osservare che nella recente conferenza stampa, nella quale è stata annunciata la realizzazione del Palazzetto dello Sport e del nuovo Ospedale a Salerno, sono state date ai giornalisti informazioni non proprio esatte. Prima di tutto è da precisare che il Palazzetto dello Sport non è, come ha affermato il Presidente, ” … l’unica delle Grandi Opere programmate negli anni scorsi e non arrivata a conclusione … “.Ancora tante sono le Grandi Opere, avviate da anni a Salerno e non complete (o incompiute):il PIP nautico/Capitolo San Matteo, i lavori relativi ai cosiddetti Contratto di Quartiere e Bando riqualificazione delle Periferie, le gallerie di Porta Ovest, la piazza della Libertà, la Stazione Marittima (inutilizzabile senza l’escavo del fondale marino adiacente), la Marina d’Arechi”, dice Lambiase che aggiunge. “Il Palazzetto dello Sport fu progettato dall’architetto Tobia Scarpa. I lavori iniziarono nel 2006 e sono stati interrotti nel 2008, causa fallimento dell’impresa costruttrice. Sono stati spesi oltre 10 milioni di euro: ciò che rimane è uno “scheletro” in cemento armato invaso da sterpaglia. Non è semplice riutilizzare il rudere esistente con una nuova “copertura” completamente diversa dal progetto originario (come annunciato dal Presidente De Luca), né basteranno 8 milioni di euro (ce ne vorranno perlomeno il doppio) per rendere fruibile ed attivo l’impianto sportivo. Nemmeno sarà facile realizzare il nuovo Ospedale Ruggi D’Aragona in tempi certi! Ho già denunciato in altra occasione l’approssimazione con cui si è proceduto alla variante urbanistica per la localizzazione della nuova struttura ospedaliera: una procedura che rimane illegittima, perché dimentica che il terreno è destinato ad Edilizia Residenziale Pubblica ed è obbligatoria l’individuazione contestuale di aree alternative da utilizzare per le Case Popolari. Ma la questione più controversa, riguarda la disponibilità effettiva dei fondi necessari alla realizzazione del nuovo Ospedale. Tralasciamo il fatto che non esiste una valutazione tecnica accurata del rapporto tra costi del nuovo ed esigenze di recupero delle strutture esistenti, i 400 milioni annunciati, a mio parere, sono molto di meno: esattamente 326 milioni ed 800.000 euro. Una cifra raggiunta attraverso la rimodulazione e/o cancellazione di interventi presenti nel Piano Regionale della Sanità e nel Patto per lo Sviluppo della Regione Campania, sottraendo risorse ad altre “opere” già programmate (vedi meno 100 milioni per il “Completamento della metropolitana di Salerno: tratto stadio Arechi, Pontecagnano, Aeroporto”)! Inoltre è utile puntualizzare che ad oggi rimangono disponibili solo 226 milioni, perché 100 milioni di euro sono stati ultimamente utilizzati dalla Regione per i provvedimenti a sostegno della popolazione causa crisi post-Covid”. I sondaggi attribuiscono al Presidente De Luca un grande vantaggio sui suoi avversari in occasione della prossima scadenza elettorale. Che necessità ha di far apparire “già fatte” opere che vedranno luce tra decenni? Si chiede Lambiase. “Credo sia peccato illudere i cittadini con promesse difficili da mantenere in tempi utili. In particolare in questo momento nel quale, causa la crisi “sanitaria” ed economica in atto, la popolazione non ha necessità di grandi “sogni”, ma di tanti piccoli, diffusi interventi a favore dell’ambiente e della scuola. Ed ancora ha necessità di azioni concrete da parte delle pubbliche Amministrazioni che possano contribuire a promuovere nuova occupazione e consolidare i posti di lavoro esistenti”.

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