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INTERPRETAZIONE DELLE NORME DI DIRITTO DELLA COMUNITÀ EUROPEA L'Avvocato risponde 

INTERPRETAZIONE DELLE NORME DI DIRITTO DELLA COMUNITÀ EUROPEA

Ci troviamo in un momento storico in cui, la già complicata interpretazione delle norme giuridiche nazionali da parte dei non addetti ai lavori, (quindi la maggior parte dei lettori), diventa ancor più difficile, in quanto va ad intrecciarsi con l’applicazione congiunta delle norme della UE, a cui tutti gli ordinamenti nazionali devono fare riferimento. Spesso anche gli organi giudicanti si trovano nella insicurezza delle loro decisioni, barcamenandosi su valutazioni di giurisprudenza nazionale ed interpretazioni dettate dall’Unione.

A fare un poco di chiarezza per tutti coloro che nutrono dei dubbi, è intervenuta la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con l’ordinanza numero 144/2022, facendo specifico riferimento all’articolo 267 TFUE. In tale ordinanza viene specificato che, detto articolo, deve essere interpretato nel senso che, un giudice nazionale verso le cui decisioni non possa proporsi ricorso giurisdizionale di diritto interno, può astenersi dal sottoporre alla Corte una questione di interpretazione del diritto dell’Unione, e risolverla sotto la propria responsabilità: purché la stessa sia manifestata con evidenza tale da non lasciare spazio ad alcuna ragionevole dubbio.

A ciò si deve addivenire tenendo conto delle caratteristiche proprie del diritto dell’Unione, evitando il rischio di divergenze giurisprudenziali in seno all’Unione stessa. Per avvalorare questa dichiarata autonomia del giudice nazionale, si deve aggiungere che lo stesso non ha necessità di dimostrare la validità delle sue decisioni, in maniera speculare a quelle che sarebbero le scelte degli altri giudici degli Stati membri, ma è sufficiente che abbia maturato il suo convincimento tenendo conto di tutti gli elementi giuridici nazionali ed europei.

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