Immobili del Ruggi nel centro storico, doppia richiesta di affitto:
Gli immobili del Ruggi a Napoli, un patrimonio di inestimabile valore storico, sono al centro di un cortocircuito amministrativo che sta gettando nel panico gli inquilini, stretti nella morsa di una doppia richiesta di pagamento del fitto. Dopo un lungo iter, gli uffici di via San Leonardo a Salerno avevano finalmente messo le mani sui complessi immobiliari ereditati secoli fa, avviando le azioni legali per contestare la precedente gestione – ritenuta antieconomica – della Napoli Servizi, società in house del Comune di Napoli. Le procedure sembravano in dirittura d’arrivo: a inizio agosto la direzione del Ruggi aveva inserito gli edifici nell’elenco ufficiale delle proprie proprietà, inviando agli affittuari le raccomandate con il nuovo IBAN e la prospettiva di un imminente contratto con l’Azienda Universitaria. Negli ultimi giorni, però, la sorpresa amara: gli inquilini si sono visti recapitare i bollettini di pagamento per le mensilità di settembre da parte della Napoli Servizi. Si è così aperta una doppia richiesta: da un lato i solleciti dell’avvocato del “Ruggi” che ribadisce la legittima proprietà dell’Azienda salernitana; dall’altro i bollettini della società comunale che continua a battere cassa. Disorientati, i residenti si sono rivolti ai propri legali.
La posta in gioco affonda le sue radici nella storia: si tratta di 67 immobili donati da un anonimo benefattore nel 1812 all’ospedale di Salerno. Tra questi figurano due appartamenti in via San Pantaleone, il grande complesso di Calata San Mattia (57 unità) e otto immobili a vicoletto Sant’Arpino a Chiaia. Strutture nate come convento nel Cinquecento e trasformate nei secoli in case popolari. Lo scrive la Città. Per anni quei beni erano stati di fatto dimenticati, finché l’Azienda Universitaria di via San Leonardo non ha avviato una ricognizione in seguito alle censure del Mef e del collegio dei revisori sulla gestione antieconomica. Dopo aver messo sul mercato alcune proprietà nel centro storico di Salerno, il Ruggi ha puntato a regolarizzare anche la posizione a Napoli, rifiutando compensazioni generiche e pretendendo rendicontazioni analitiche, oltre a sanare le occupazioni sine titulo ed evitare rischi di usucapione. Oggi, però, a farne le spese sono i cittadini, incastrati tra un vecchio gestore che non molla e un nuovo proprietario che rivendica i propri diritti. I prossimi mesi saranno decisivi per capire se si arriverà a un accordo bonario o a una battaglia legale, mentre le famiglie restano in attesa di risposte istituzionali certe





