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Gli animali domestici fanno bene alla salute Lifestyle 

Gli animali domestici fanno bene alla salute

Gli animali domestici sono portatori di benessere fisico e mentale

Questa è una verità che viene tenacemente confermata da innumerevoli studi svolti sia in ambito scientifico che neurologico. Una importante ricerca dell’American Academy of Neurology conferma che gli animali domestici riducono il declino cognitivo degli anziani.

Altri studi moderni svolti dall’University of Michigan Medical Center affermano e dimostrano che gli animali domestici sono in grado di aumentare e produrre tutti gli ormoni legati al benessere, quali: endorfine, ossitocine, la prolattina e la dopamina. In altre parole i nostri amici a quattro zampe sono in grado si ridurre lo stress, l’ansia e persino la depressione. A dimostrazione di questo il fatto che sempre più strutture ospedaliere, case di riposo, cliniche psichiatriche adottano l’uso della pet therapy e che il Governo italiano hanno previsto un’agevolazione fiscale che interviene in sede di dichiarazione dei redditi e che consiste in una detrazione IRPEF del 19% per le spese veterinarie e farmaceutiche riferibili a cani e gatti detenuti legalmente o impiegati nelle pratiche sportive.

Qual è il segreto dei nostri amici pelosetti?

Quante volte abbiamo sentito dire la tipica frase: “gli animali sono meglio degli esseri umani” e in quanti si rivedono in questa frase?! Le regole del mondo animale sono dettate dall’istinto primordiale, vitale e naturale, diversamente dalle regole del mondo umano, dettate dall’abominio e dalla supremazia.

Quando siamo in compagnia di un cane, un gatto, un criceto, un coniglio o tal dei tali viene meno il linguaggio verbale. In presenza degli animali nessuno si sente giudicato e tantomeno vi si riservano aspettative. Con i nostri amici a quattro zampe possiamo essere ciò che siamo, senza filtri, ed è proprio la sensazione di libertà nell’esternare le nostre emozioni senza vergogna a restituirci comprensione ed amore incondizionato.

Cosa spinge le persone ad adottare un’animale domestico?

Le motivazioni sono diverse. Tralasciando quelle di cattivo gusto che nascono come risposta a desideri di bambini o adulti che non si rivelano in grado di prendersi cura del “regalo ricevuto ad una tale festività” e per questo poi abbandonati a loro stessi; sono invece interessanti quelle motivazioni spinte dal bisogno di proiettare sull’animale aspetti di sè, dedicandosi in modo esclusivo in seguito a delusioni di natura sentimentale o sociale.

Questo è il fenomeno che si sta verificando in questi ultimi anni, peggiorativo è parso sicuramente l’evento pandemico del Covid 19. Se da una parte c’è chi favorisce l’abbandono o la noncuranza dei bisogni essenziali degli animali, dall’altra esiste chi a tutti i costi vuole umanizzare il proprio animale: antropomorfizzazione. 

Questo effetto spaventa e non poco. Non riconoscere ad un cane la sua natura e voler a tutti i costi addestrarli alla vita umana è il primo crimine che si commette nei riguardi di un animale. Questo bisogno di affetto incontrollato, morboso, si trasforma in patologia e senza rendersene conto si recano gravi danni alla percezione dell’animale che necessita delle sue regole e dei suoi spazi per vivere in modo dignitoso.

Amore incondizionato o mancanza di rispetto?

Tantissimi movimenti a favore d’iniziative di calibro mondiale hanno costantemente lottato, e ancora lottano, per i diritti degli animali, in particolar modo per il diritto di vivere in libertà e di non soffrire inutilmente. Tantissime anche le convenzioni economiche che lo Stato italiano, da diversi anni, garantisce a chi possiede regolarmente un pet.

Associazioni, volontari e Governo lottano ogni giorno con fenomeni raccapriccianti come il randagismo, il raket criminali, lotte clandestine, stragi e macellazioni, abbandoni e sperimentazioni. Queste lotte restano infruttuose se in aggiunta si presentano casi di amore malato. Alla base dell’amore non dovrebbe vigere il rispetto?

E’ necessario non solo sensibilizzare all’adozione degli animali domestici ma garantire a chi si assume tale responsabilità le informazioni giuste e le conoscenze necessarie per poter condurre una convivenza libera dalle “gabbie di ignoranza” che precludono il meraviglioso rapporto che si può instaurare tra umano e animale.

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