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Gelmini a Giffoni: la scuola non può essere sostituita dalla Dad Attualità Politica Turismo ed Eventi 

Gelmini a Giffoni: la scuola non può essere sostituita dalla Dad

«È un privilegio essere qui. Sono poche le occasioni in cui c’è un confronto diretto con i giovani. Giffoni è una boccata d’aria fresca», parte così la visita di Mariastella Gelmini, Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, che torna a Giffoni per la terza volta, la prima da ministro. Ad accompagnarla è il direttore Claudio Gubitosi che le illustra le novità di Giffoni, i progetti futuri, quello che accadrà nei prossimi anni. Poi l’incontro in sala moderato da Federico Monga, direttore de “Il Mattino” e arricchito dalle domande della IMPACT! presso la Sala Blu della Multimedia Valley. Presenti il presidente dell’Ente Autonomo Giffoni Experience, Pietro Rinaldi, ed il sindaco di Giffoni Valle Piana, Antonio Giuliano.

Immancabile il riferimento ai vaccini, alla pandemia, a quello che accadrà nei prossimi mesi, a partire dal ritorno in classe: «Su questo tema – ha dichiarato Mariastella Gelmini – vorrei evitare l’ennesima crociata perché non ne abbiamo bisogno. Da cittadina dico che ci sono dati inconfutabili: laddove le persone si sono vaccinate, quando il virus riprende, non aumentano gli ingressi in terapia intensiva e le ospedalizzazioni. Significa che il vaccino ci salva la vita. Il piano vaccinale, però, funziona se c’è uno sforzo collettivo. Allora dobbiamo andare avanti senza ideologismi e senza fanatismi. Dobbiamo avere fiducia nella scienza. Anche perché nessuno di noi vuole nuove chiusure, quelle chiusure che hanno determinato problemi sanitari ed economici».

All’orizzonte settembre e la riapertura dell’anno scolastico: «In questi mesi – ha spiegato – è emerso con chiarezza come il rapporto tra insegnante, studente e classe sia insostituibile. La scuola non può essere sostituita da una videochiamata. Credo che nessuno abbia nostalgia della Dad. In questi giorni ci stiamo coordinando con i governatori per creare le condizioni per un ritorno in sicurezza ed in presenza. Inoltre la pandemia ha portato ad un ulteriore indebitamento, per far fronte alle chiusure sono state stanziate risorse per 70 miliardi di euro, tutto questo è nuovo debito. Alle giovani generazioni, perciò, consegneremo un Paese più indebitato. Ecco perché le risorse del Pnrr vanno spese con lungimiranza per gettare le basi per il futuro».

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