Fonderie Pisano, convocazione in Regione nel giorno del summit al ministero
Cosa dobbiamo, dunque, aspettarci dalla Regione Campania?”. L’interrogativo posto dalla Fiom Cgil Salerno in una nota è la sintesi più efficace della tensione e della preoccupazione che stanno scandendo la vertenza delle Fonderie Pisano con 150 lavoratori in bilico tra la prospettiva di delocalizzazione e la perdita del lavoro. Attualmente, infatti, lo stabilimento di Fratte è chiuso per effetto del provvedimento della Regione di diniego dell’Autorizzazione integrata ambientale e al Ministero delle Imprese e de Made in Italy è avviato un tavolo di confronto interistituzionale per la realizzazione di una nuova fonderia green lontana da Fratte.
Tavolo ministeriale (con la partecipazione fattiva di Invitalia) che si deve tenere alle 17 di domani, ma in zona Cesarini è arrivata alla proprietà delle Pisano anche la convocazione della Regione sempre per domani ma di mattina. Regione che, nell’ambito del Tavolo romano dovrebbe essere l’Ente che deve affiancare l’azienda nell’individuazione di un nuovo sito. “Ci hanno finora trasmesso la volontà di sostegno e tutela nella vertenza per dare risposte anche al futuro del lavoro. Un futuro che noi continuiamo a rivendicare nella direzione degli investimenti e del rilancio industriale moderno e compatibile che in questa regione e in questa provincia è sempre più necessario, e per noi sicuramente possibile, facendo rete e imboccando percorsi impegnativi ma concreti, se davvero vogliano trovare un interesse collettivo che metta tutti d’accordo”, ribadisce la Segreteria della Fiom.
Ma a destabilizzare e preoccupare ancor di più il sindacato sono le dichiarazioni rilasciate dal presidente della Campania, Roberto Fico, proprio a pochi giorni dal vertice romano. A Salerno per un incontro politico, infatti, il numero uno della Giunta regionale ha ribadito che “bisogna dire basta al ricatto tra salute e lavoro. Se dobbiamo scegliere, scegliamo la salute”. Parole che, rileva la Segreteria della Fiom – Cgil Salerno “stupiscono e preoccupano” perché “quasi mette lui stesso in contrapposizione due diritti costituzionali che, come tutti noi è chiamato a tutelare”. Il sindacato ricorda “che questi due diritti possono e devono camminare insieme con nuovi investimenti e insediamenti green, come faticosamente stiamo cercando di rivendicare. Il Presidente, peraltro, ribadisce una scelta già compiuta dalle istanze regionali che, con la conferenza dei servizi, hanno disposto la chiusura delle Fonderie Pisano Salerno e non ne comprendiamo la necessità, stante il dramma in cui versano centinaia di lavoratori e famiglie rispetto al rischio di un imminente licenziamento”.
Dichiarazioni, conclude la Fiom “che arrivano alla vigilia della convocazione, fissata quasi in calcio d’angolo, dalla Regione Campania con i vertici delle fonderie Pisano proprio la stessa mattina del 18 maggio per poi ritrovarci tutti a Roma per l’appuntamento al Mimit alle 17”. Intanto si attende la decisione dei giudici del Consiglio di Stato sul ricorso presentato dai Pisano contro la sentenza del Tar Salerno che ha confermato la legittimità del provvedimento di diniego dell’Aia che ha determinato la chiusura dello stabilimento





