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Fiba Confesercenti: “Preoccupa il futuro per le attuali imprese Balneari” Attualità Economia 

Fiba Confesercenti: “Preoccupa il futuro per le attuali imprese Balneari”

La situazione all’orizzonte degli imprenditori balneari è e sarà ancora nebulosa per i prossimi mesi. Sarebbe opportuno un dialogo rapido, serio e  solidale, dialogo che peraltro vista la delicatezza della questione avviene già a livello centrale, e proprio per questo  sarebbe auspicabile dialogare   anche con la “politica” locale che in attesa che altri decidano può e deve fare la propria parte nel garantire il futuro  degli attuali gestori,  nel tutelarli poiché imprenditori seri ed onesti spesso propri concittadini, favorire un dialogo ma soprattutto un “ascolto” delle criticità che sono evidenti a tutti e che non dovranno pregiudicare le prossime stagioni estive perché, ricordiamolo, il turismo balneare rappresenta per una località-destinazione balneare, se ben organizzata, un valore aggiunto della vacanza per i turisti che scelgono quella destinazione. Ad oggi, purtroppo, tutto tace invece. È questa la prima ed amara considerazione del Presidente Fiba Confesercenti Campania Raffaele Esposito.

Il Natale è alle porte e porterà ai concessionari, forse perdenti posto di lavoro, il peso di una nuova e più pesante incertezza, una “foschia” che ormai perdura da troppo tempo.

Il legislatore, a detta di molti, complice  un apparato amministrativo a tutti i livelli deficitario ed ingolfato in alcuni casi addirittura ostracista, avrà poco tempo per porre in essere o recepire eventualmente, ciò che si doveva fare ormai da decenni, riavvolgere adesso tutto in fretta, coniugare il tutto  con la necessità di fare bene spesso non risulta un  esercizio  vincente, c’è chi sostiene, come alcuni giuristi e politici navigati, che si andrà incontro ad un vero stillicidio, con relativa perdita di competitività per il mercato turistico  italiano, peraltro già fermo alla voce investimenti per il settore, con l’ulteriore macigno delle incombenze degli adempimenti amministrativi  che dovrebbero essere ancora “salvi” ( permessi vari, locali e sovracomunali ed autorizzazioni…l.77/2020 ) perché rinnovarli sarebbe un suicidio economico, oltre che l’ennesima beffa, senza la certezza di una durata lavorativa, con gli impegni in banca da ammortizzare in pochi mesi e naturalmente impossibili da onorare rispetto  a quanto sottoscritto, con la controgaranzia dello Stato italiano, qualche mese fa, e con le varie istituzioni che fanno a “gara” a chi manifesta più “potere ” il CDS  che si è recentemente “sostituito” per molti aspetti  al legislatore nella famosa sentenza plenaria  e la corte costituzionale che osserva ma anche “pronuncia” in maniera autorevolmente  ufficiosa  le proprie ragioni che fanno ben sperare il comparto. La Suprema Corte la garanzia di tutti.

In mezzo a tutto questo la Politica che ragiona a varie soluzioni con la sottolineatura delle “evidenze pubbliche”. Evidenze che è  giusto ricordarlo, sottolinea il Presidente Esposito, sono  da sempre rispettate, con i riflettori accesi della pubblica opinione da almeno 10 anni a questa parte  non ci si poteva certamente “nascondere”,  la pubblicità dei rinnovi ad “evidenza” è stata probabilmente soddisfatta quasi ovunque  ed ancora la si soddisfa così come avviato per i  provvedimenti ancora in itinere, ai sensi e per gli effetti della legge 145, ancora pienamente in vigore, pendenti su gra parte  dei comuni costieri campani, per i quali pubblicando le richieste di rinnovo bisognava necessariamente fare salvi i diritti di terzi.  Sarebbe interessante capire, prosegue il presidente Esposito, in questo lasso di tempo lunghissimo e comunque nei termini stabiliti dalle varie p.a. che avevano avviato il procedimento di estensione, quante domande concorrenti siano effettivamente arrivate, ci riferiamo alle domande concorrenti.

I balneari gli imprenditori, anzi i “primi lavoratori” della propria attività, aspettano con rinnovata fiducia con l’animo di chi ormai capisce ed intuisce le questioni anche se mostra un facile sorriso di circostanza, sono pronti,  siamo pronti a vendere cara la “pelle” della ragione, quella del nostro lavoro quel lavoro da difendere con le unghie e con i denti specie con una  Pandemia in corso che ha mortificato le PMI, impoverito tutti ma ancora di più il Sud Italia, qualcuno distratto forse  l’avrà dimenticato,  una Pandemia sanitaria ma anche socio economica che non ha risparmiato nessuno che lavori onestamente o forse si, tutti coloro che credono di poter  “decidere” a cuor leggero per altri e che non hanno conosciuto, buon per loro, lo spettro dei mancati incassi, delle limitazioni, delle sperequazioni  e delle  preoccupazioni (tante) economiche per loro stessi e per le  loro famiglie, l’esercito del 27 c.m.

Anche per gli aspetti legati alla sostenibilità, fanno sorridere, sempre amaramente, le motivazioni della “transfrontalierità”, può un fazzoletto di spiaggia di poche centinaia di mq essere equiparato ad un interesse così grande magari come un’autostrada o una concessione strategica per il Paese? Siamo al ridicolo così come per la questione del rialzo dei canoni, esistono concessionari di pochi mq, migliaia, che saranno costretti a pagare canoni insostenibili e nuovi balzelli per lavorare magari 30/40 gg in un anno, pioggia permettendo, e ci riferiamo a quelle attività che non hanno il privilegio di lavorare nelle località chic del nostro bel Paese. Basta!

Si generalizza e quando lo si fa si penalizza sempre qualcuno magari un qualcuno dalle potenzialità economiche ridotte ma che apporta quotidianamente e da anni nel proprio lavoro professionalità, passione, dignità cura del territorio…rispetto sostenibilità e buone pratiche . Il carattere di amovibilità delle strutture balneari è stato preso in considerazione come sistema di premialità? Un unicum da difendere ancora di più se vogliamo davvero Spiagge per tutti ma nel rispetto del lavoro di impresa.  Le spiagge dove vi è il carattere di amovibilità risultano essere libere…nessuno le ha chiuse.

 

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