Elicottero caduto in Bosnia e morte di Simone Ruggia: due inchieste
Sulla strage di Brcko (Bosnia) in cui ha perso la vita il 37enne Simone Ruggia di Salerno e altre tre persone, si muove la magistratura: sono state aperte due inchieste da parte della Procura ordinaria e di quella militare di Roma.Le autorità inquirenti della Bosnia hanno incaricato il ministero dei Trasporti di organizzare un team investigativo specializzato negli incidenti aerei. La squadra dovrà cooperare con l’Eufor per i rilievi sul luogo del sinistro e per ricostruire la dinamica dell’incidente, in cui sono morti due sergenti dell’Aviazione leggera dell’Esercito (Ale) – tra cui il salernitano Ruggia – e due appartenenti alla Croce Rossa militare. Al lavoro ci sono anche gli specialisti della Commissione tecnica del ministero della Difesa italiano. Al momento, tutte le ipotesi restano al vaglio degli investigatori: dall’errore umano all’attentato, fino al possibile urto di cavi in fase di decollo o a un guasto meccanico a uno dei rotori. Venerdì, il ministro della Difesa Guido Crosetto si è recato a Brcko per far visita agli undici militari feriti e portare la propria vicinanza alle vittime. In attesa di sviluppi sulle indagini, il dolore resta enorme per i familiari delle vittime, rimasti finora in stretto riserbo. A rompere il silenzio è stata una cugina di Simone con un commovente post sui social: «Abbiamo sempre scherzato sul fatto che fossimo due copie, identici sotto ogni aspetto. […] Non avrei mai immaginato di dover imparare a convivere con un mondo in cui una delle due copie non c’è più». E ha aggiunto: «Ogni qualvolta mi hanno chiesto di te, ti ho sempre descritto così: bello, bravo, intelligente, gentile, buono. Insomma, l’uomo perfetto». Anche gli amici d’infanzia del quartiere Pastena, a Salerno, hanno voluto dedicare un ultimo messaggio a Ruggia, ricordandolo nei luoghi in cui era cresciuto, tra via Pietro De Ciccio e la vecchia chiesa di Gesù Redentore. «A te, che sei stato per tutti noi “Friccolo” […] un animo buono che non ha mai conosciuto la cattiveria», scrivono gli amici.
Pur essendosi trasferito a Viterbo nel 2011, Simone non vedeva l’ora di tornare nella sua Salerno. Il ricordo si chiude con un ultimo, straziante saluto: «Continueremo a ricordarti con quel sorriso stampato in faccia, alto, buono, incancellabile nei nostri cuori. Ciao, Friccolo. Fai buon viaggio».





