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Cooperative e inchiesta a Salerno, le intercettazioni: “Servono le tessere” Primo piano 

Cooperative e inchiesta a Salerno, le intercettazioni: “Servono le tessere”

Retroscena sull’ordinanza firmata dal gip Gerardina Romaniello e che riguarda l’inchiesta sull’appalto del verde al comune di Salerno. Sono le intercettazioni a far emergere particolari. Le riporta il quotidiano la Città oggi in edicola.
Zoccola ha l’abitudine di scrivere a mano i suoi appunti, una serie di fogli con elenchi di richieste e proposte che il numero uno delle cooperative tiene conservati nella sede delle due società che fanno capo direttamente a lui. Ma tra le pagine con gli elenchi delle fatture incassate dalle cooperative c’è un documento diverso da tutti gli altri che porta come intestazione “tessere” che gli inquirenti trovano nel corso di una perquisizione. E, spiega il gip nella sua ordinanza, quel foglio “segna un elenco dove sono indicati dieci soggetti e due società, in corrispondenza dei quali vi è una numerazione che dovrebbe indicare il numero di tessere, con un totale di 620 e, alla fine, l’indicazione di un importo per un totale di 4.570 euro”. E le tessere citate nel documento sarebbero tessere di partito. Un’ipotesi che, chiarisce il gip, “è correlata alla conversazione telefonica registrata tra Vittorio Zoccola (detto Fiorenzo) e l’ex componente del Cda di Salerno Energia – non indagato-”. Nello scambio telefonico, riporta l’ordinanza, “vengono citate delle tessere” e l’ex Cda “racconta della richiesta di aiuto al tesseramento che (il consigliere regionale e candidato) Franco Picarone chiese a Zoccola”.

Alla conversazione partecipa anche una terza persona: “Vittorio – dice dopo una serie di battute scherzose – non hai capito, sto dicendo il fatto delle tessere… il fatto del tesseramento” , chiarisce. Poi continua: “arriva Piero De Luca, chiama a Franco Picarone e dice così: “stammi a sentire Franco, mi devi dare una mano perché c’è uno che vuole prendere…vogliono occupare il partito” . A questo punto, la persona che parla al telefono alla presenza di Zoccola aggiunge altri dettagli riferendo che “Franco Picarone prende e che fa: chiama Zoccola e dice: scusa, mi puoi dare una mano vorrei fare due tre tessere” . Una richiesta che subito trova rassicurazione: “io adesso ne ho fatte duecento”, la risposta secca di Zoccola che aggiunge elementi raccontando anche che “quello (Picarone) mi chiamò… mi chiamò a mezzanotte” .

La conversazione, stando alle ricostruzioni contenute nell’ordinanza del gip, aggiunge ulteriori elementi alla definizione della figura e del ruolo di Zoccola, anche rispetto alle dinamiche politiche ed elettorali legate all’Amministrazione cittadina. “È il finanziatore – scrive il gip – del gruppo, non solo e non tanto per il fatto che sono sue le spese cui il sodalizio fa fronte in occasione delle cene, ma, soprattutto, per la capacità di organizzare, in tempi rapidissimi, finanziamenti (attraverso tesseramento) per le campagne elettorali dei soggetti di volta in volta a lui indicati dalla parte politica”. Un personaggio, chioserà più in là, il giudice, il cui capitale sociale erano le conoscenze negli ambienti politici.

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