Bollo auto, la Cgil Salerno: Una misura spot, mentre la pressione fiscale sale al 42,9%”
La CGIL Salerno, attraverso il segretario generale Antonio Apadula, critica l’impostazione scelta dal Governo per l’esenzione dal bollo auto prevista per il 2027.
Il provvedimento prevede l’esenzione sul primo veicolo con potenza entro gli 80 kW, senza limiti Isee. Secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la platea potenzialmente interessata è di circa 24,6 milioni di persone in Italia. In Campania sono 2.238.802 i potenziali beneficiari, mentre i veicoli con potenza entro gli 80 kW sono 3.510.463. Allo stato attuale l’esenzione riguarda il 2027; il Governo ha dichiarato l’obiettivo di renderla strutturale con la prossima legge di Bilancio.
«Certamente, per chi rientrerà nella misura ci sarà un risparmio – dichiara Antonio Apadula, segretario generale della CGIL Salerno –. Contestiamo però l’idea che un’esenzione per un anno possa essere considerata una politica capace di incidere realmente sulle condizioni economiche delle famiglie. Mentre si annunciano interventi una tantum, salari e pensioni continuano a confrontarsi ogni mese con il costo della vita e con una perdita di potere d’acquisto che richiede risposte strutturali».
A rafforzare le preoccupazioni del sindacato sono i nuovi dati diffusi oggi dall’Istat sui conti economici nazionali. Nel 2025 la pressione fiscale ha raggiunto il 42,9% del Pil, contro il 42,2% del 2024, con un incremento di 0,7 punti percentuali. La crescita reale del Pil è stata rivista al +0,6%, mentre il rapporto tra deficit e Pil è stato confermato al 3,1%, rispetto al 3,4% del 2024.
«È da questi numeri che dovrebbe partire una discussione seria – sottolinea Apadula –. L’Istat ci dice che la pressione fiscale aumenta mentre la crescita resta debole. In questo quadro non basta eliminare temporaneamente una tassa per poter dire di avere restituito potere d’acquisto alle famiglie. Occorre intervenire stabilmente sui redditi da lavoro e sulle pensioni e costruire un sistema fiscale realmente progressivo».
La CGIL Salerno pone inoltre una questione di equità della misura. Il beneficio non è collegato alla condizione economica del proprietario, ma alla potenza del veicolo.
«Non comprendiamo quale principio di equità ci sia dietro una soglia fissata esclusivamente sulla potenza del motore – prosegue Apadula –. Chi possiede un veicolo che rientra negli 80 kW beneficia dell’esenzione, chi supera quella soglia paga il bollo, indipendentemente dal fatto che abbia un reddito basso o elevato. Non c’è Isee, non c’è progressività e non c’è alcuna distinzione sulla capacità economica. Se l’obiettivo è aiutare chi è maggiormente in difficoltà, il criterio dovrebbe essere la condizione reddituale, non la potenza dell’automobile».
Per la CGIL Salerno il tema della mobilità assume inoltre un peso particolare in una provincia nella quale, soprattutto nelle aree interne, nel Cilento e nel Vallo di Diano, l’automobile è spesso indispensabile per raggiungere il posto di lavoro, le scuole, gli ospedali e gli altri servizi essenziali.
«Il problema della mobilità non si risolve con un anno senza bollo – conclude Apadula –. Servono trasporti pubblici efficienti, collegamenti adeguati anche nelle aree interne e investimenti capaci di ridurre davvero i costi sostenuti quotidianamente dalle persone. E, soprattutto, servono salari e pensioni più alti, lavoro stabile e una fiscalità progressiva. Un risparmio una tantum può certamente fare comodo, ma non cambia la condizione economica di una famiglia. Il potere d’acquisto non si recupera con una misura spot: si recupera con politiche strutturali sul lavoro, sui redditi e sui servizi».





