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MA È VERO CHE ESISTE UNA PROPOSTA POLITICA PER TASSARE LE BESTEMMIE? L'Avvocato risponde 

MA È VERO CHE ESISTE UNA PROPOSTA POLITICA PER TASSARE LE BESTEMMIE?



Per quanto possa sembrare curiosa, la notizia ha fondamento giuridico, come ci spiega l’avvocato Simone Labonia.

La provocazione politica è destinata a far discutere: tassare le bestemmie per recuperare risorse da destinare al sociale. L’ipotesi è comparsa di recente, nel programma di un partito politico.

Ma c’è un particolare tutt’altro che secondario: non si tratterebbe propriamente di introdurre una nuova tassa. La sanzione per la bestemmia pubblica esiste già nell’ordinamento italiano.
La normativa stabilisce infatti che chiunque, pubblicamente, bestemmia con invettive o parole oltraggiose contro la Divinità è soggetto a una sanzione amministrativa pecuniaria da 51 a 309 euro. La medesima sanzione è prevista per chi compie una pubblica manifestazione oltraggiosa verso i defunti.
La bestemmia non costituisce più un reato penale dopo che il decreto legislativo 30 dicembre 1999, n. 507, ha depenalizzato la condotta trasformandola in illecito amministrativo.

La vera novità politica, quindi, non sarebbe tanto una nuova imposizione fiscale, quanto la volontà di far applicare con maggiore rigore una sanzione già prevista, trasformando gli eventuali introiti in una voce destinata, secondo il programma, a finalità sociali e allo sviluppo del Paese.

Resta però il problema pratico: quando una bestemmia può essere contestata? La norma richiede che la condotta sia pubblica e che le parole utilizzate siano effettivamente oltraggiose. Non basta, quindi, qualsiasi espressione contenente il nome della divinità. La giurisprudenza ha precisato che occorre una manifestazione concretamente offensiva, mentre la semplice espressione colorita o ambigua non è automaticamente sufficiente.
La curiosa proposta politica riporta così alla ribalta una norma quasi dimenticata ma tuttora vigente. E il dibattito, più che sulla possibilità tecnica di “tassare” le bestemmie, riguarda quanto debba essere esteso il potere dello Stato di sanzionare comportamenti offensivi della sensibilità religiosa e se una sanzione amministrativa debba diventare anche uno strumento per fare cassa.
In altre parole, prima ancora di chiedersi quanto potrebbe rendere una “tassa sulle bestemmie”, occorre ricordare che la multa esiste già. La vera sfida sarebbe decidere se e come applicarla sistematicamente.

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