STORIE DI REMO, VOLO SALERNO ROMA AVANA SOLO ANDATA
Seconda puntata
Nella vita di Ernesto ,Andrea era stato il suo miglior amico. Purtroppo l’esistenza del giovane italiano a Cuba era finita in una calda serata di primavera.
Aveva trascorso il pomeriggio a casa di un suo amico per una festa di compleanno a
Santiago de Las Vegas, un municipio nei pressi dell’aeroporto.
Le feste domestiche cubane sono stupende per l’allegria e la spensieratezza.
Si mangia,si beve e si balla, ma soprattutto si ride tanto in un casino indescrivibile , con un vecchio impianto stereo ad alto volume.A tarda ora ,Ernesto aveva inforcato la sua Vespa in direzione dell’Avana.
Sullo stradone che porta alla Ciudad Deportiva ,era finito in una cunetta per evitare un grosso cane che stava attraversando.
L’impatto era stato fatale e solo il giorno dopo Pedro e Robertico , i suoi amici per la pelle ebbero la notizia da Margarita ,la signora dove Ernesto abitava.
Ma torniamo al mio viaggio; siamo nel 99 a Fiumicino ed al banco di Blu Panorama io e Andrea ,durante il check-in scegliamo di sedere l’uno accanto all’altro. Sono 11 le ore di volo che ci aspettano e il mio compagno di viaggio accetta di raccontarmi questa incredibile storia.

Mi dice anche di avere conservato degli appunti sui suoi viaggi ,ma che a memoria ne ricorda ogni minimo particolare.
Andava a trovare Ernesto ogni paio di mesi ,anche perché essendo appassionato di antiquariato comprava a l’Avana oggetti molto belli a buon prezzo.
Soprattutto i ventagli antichi erano la sua grande passione:
oltre a venderli a commercianti del Nord Italia ,ne aveva realizzato una invidiabile collezione in cui figuravano anche alcuni rari pezzi chiamati “Vernis Martin”.
Il racconto di Andrea ha inizio dal secondo viaggio di Ernesto, quando questi decide di tornare in solitario sull’isola.
Ha fatto domanda di pensione anticipata e ,forte di un assegno mensile di ottocento cinquanta mila lire ritorna senza esitazione nel luogo dei suoi sogni.
Dopo aver sistemato la pratica della sua pensione baby ,si reca in agenzia:
“Biglietto Salerno Roma Avana solo andata”
L’impiegato lo guarda sorpreso, poi sbotta:
“Hai deciso di restare la’per sempre “
Gli occhi di Ernesto esprimono una gioia incontenibile ,mentre risponde alla domanda con un cenno affermativo:
“E sì ,ce l’ho fatta ragazzo mio ,
vado a vivere come Dio comanda”
Aveva telefonato allo choffeur del taxi abusivo che lo aveva portato in giro con i suoi amici del primo viaggio .
Si chiamava Robertico e aveva subito fraternizzato con lui ;
quando si erano salutati, prima di salire sull’avion per tornare in Italia ,gli aveva detto:
“Tornerò presto,anzi subito!
Il tempo di rifare un biglietto ,tieniti pronto per aiutarmi per organizzare qui la mia vita,questo è il posto dove voglio continuare a stare per sempre .“
Robertico, così si chiamava lo choffeur , l’aveva guardato con l’aria di chi aveva sentito quelle parole già altre volte.
Gli italiani che vanno a Cuba sognano tutti di ritornare , molti di loro farebbero carte false per rimanerci per sempre.
Ma le difficoltà sono enormi e si contano sulla punta delle dita quelli che riescono a realizzare questo progetto.
Sicché quando Ernesto annuncia a Robertico di avercela fatta, questi rimane sorpreso, ma molto felice della notizia.
Si reca a prelevarlo al vecchio aeroporto Josè Martin ,ancora con le porte di legno tipo saloon del Far West;
sarà rimodernato completamente negli anni novanta.
Ernesto ha poco più di 40 anni e la situazione politica dell’isola di Cuba è ancora legata alla Russia .
Tutto cambierà nel 92 ,dopo la caduta del muro di Berlino ;la fine della guerra fredda con gli Anericani ,segnerà la fine dell’assistenzialismo sovietico e per i cubani le cose andranno sempre peggio.
Quando arriva Ernesto siamo nell’ottantadue, ’isola è ancora ermeticamente chiusa al mondo , la situazione sociale è semplice, modesta ma incontaminata .
Qui si vive una vita sana ma vera ,dove conta ancora la gioia delle giornate trascorse tra la musica, i sorrisi e le carezze.
Esiste l’amore che trova una grande sintesi in un sesso libero, naturale, scevro da ipocrisie e inibizioni.
Se un uomo lascia la moglie sorpresa a fare sesso con un altro uomo ,non succede niente anche perché non ci sono beni da dividere e mantenimenti da dare.
Si risolve tutto con una dichiarazione consensuale davanti a un ufficiale giudiziario.
Queste cose genuine si sono prese in pochi giorni il cuore di Ernesto che ha lasciato senza esitazione il suo paese ,dove sempre di più prevale il generale interesse per danaro e potere.
Ernesto si è innamorato di un posto virtualmente oppresso da una dittatura ,ma libero nei sentimenti e nei rapporti sociali dove non esistono liste dell spesa o case da comprare , conti in banca o invidia per l’erba del vicino .
Non c’è niente da invidiare perché la libertà interiore è la gioia di vivere e di amare , quella ce l’hanno tutti.

Camily Bosch





