Salerno, porte chiuse al candidato Zambrano in via Sichelgaita: incontro davanti al cancello
Porte chiuse al candidato a Sindaco di Salerno Armando Zambrano, ma soprattutto porte chiuse ai cittadini e al comitato di quartiere di via Sichelgaita che lo aveva invitato a un incontro in sede.
Gli stessi cittadini di Salerno, abitanti in una zona che loro stessi definiscono abbandonata da decenni, hanno dovuto comunicare a Zambrano di aver ricevuto telefonate per cui sarebbe stato meglio non entrare.
Un misto di paura e di rassegnazione rispetto, a detta loro, alla vecchia amministrazione, consiglieri e assessori, ha impedito di aprire quei cancelli, così la riunione si è tenuta sul marciapiede peraltro sporco e maltenuto.
Siamo al civico 76 di via Sichelgaita, la Salerno senza luci d’artista, senza parcheggi, senza manutenzione del verde e – a detta del candidato a Sindaco Armando Zambrano a cui da tecnico di alto livello basta un’occhiata per cominciare a progettare – con grandi potenzialità di trasformazione urbanistica e di restituzione di una vivibilità ormai apparentemente perduta per sempre.
L’edificio in questione è molto grande e i cittadini affermano che era una scuola, poi l’ufficio di collocamento, poi niente. Se si pensa al dibattito sulla gestione dell’ex casa del combattente o all’abbandono delle ex carceri, si capisce che queste sono solo la punta di un iceberg che nasconde una infinità di edifici dismessi in tutti i quartieri della città.
“In questa città – dice Armando Zambrano – la legalità che ci hanno insegnato prima di tutti i nostri genitori, non viene più presa in considerazione. Sono 33 anni che qui il senso di democrazia è così scarso che non c’è nessuna volontà di dare spazio ai cittadini come nelle grandi, anche nelle piccole scelte. Non c’è quartiere, tra quelli che sto visitando in questi giorni grazie agli inviti dei cittadini, che non abbia questi problemi, con quelli di parcheggi, strade dissestate, traffico congestionato, luoghi abbandonati, incuria, indifferenza. E’ vero che 33 anni sono tanti, e per qualcuno, i giovani, sono la vita intera – continua Zambrano – Tuttavia mi chiedo perché il cittadino si sia abituato al peggio? Mentre De Luca parla di teleferiche e di ceramica, distrae l’attenzione dai problemi veri e getta fumo negli occhi delle persone ingenue che continuano a fidarsi. Vogliamo andare avanti così per altri 33 anni? Qui, a via Sichelgaita, siamo in luoghi che dovrebbero vivere di cultura e centralità e invece vi trovate nella marginalità. Vi viene negato il diritto di accedere a una struttura che avreste potuto trasformare e rendere luogo d’incontro per adulti, ragazzi e bambini? Come è possibile che siamo arrivati fin qui? Se ascolto le vostre parole penso a un sottobosco di minacce e ricatti che stravolge la democrazia. Qui non ce n’è più”.
E’ un fiume in piena Zambrano di fronte a questa triste situazione: “Ci siamo fatti abbacinare da tante promesse stupide e inutili, mentre, per esempio, qui si potrebbe realizzare un parcheggio nel vallone, che è ancora ritenuto uno specchio d’acqua, ma non presenta alcun problema idrogeologico. E’ un progetto molto semplice, perfettamente realizzabile e sostenibile dal punto di vista ecologico. Ne verrebbero fuori tre o quattro piani. E’ una zona dove si può fare molto, ascensore, scala mobile che porterebbe a via Vernieri. Invece qui sopra incombe la galleria del Cernicchiara, la cui uscita non si collega con l’autostrada e peggiorerà, e di tanto, la situazione. Che disastro”.
Parla da tecnico Zambrano, quasi con una punta di rimpianto per tutto quello che poteva essere evitato: “Però – conclude – per la prima volta dopo 33 anni l’impero di De Luca sta vacillando”.





