UN ESERCIZIO PUBBLICO MI HA RIFIUTATO UN PAGAMENTO CON MONETINE! MA È UN COMPORTAMENTO LECITO?
Ormai i centesimi di euro vengono considerati solo un fastidio: ma la legge cosa dispone? Ce lo spiega il commento dell’avvocato Simone Labonia.
Il pagamento in contanti con monete di piccolo taglio, in particolare i centesimi di euro, è un tema che genera spesso discussioni tra consumatori ed esercenti. La domanda è semplice solo in apparenza: si possono rifiutare i centesimi oppure no?
Dal punto di vista giuridico, la risposta parte da un principio fondamentale: le monete in euro, comprese quelle da 1 e 2 centesimi, hanno corso legale in tutti i Paesi dell’area euro. Ciò significa che, in linea generale, rappresentano un mezzo di pagamento valido e idoneo ad estinguere un debito.
Tuttavia, questo principio non è assoluto.
La normativa europea, in particolare una raccomandazione della Commissione del 2010, stabilisce che il creditore non è obbligato ad accettare più di 50 monete per un singolo pagamento. Questo limite si applica indipendentemente dal valore delle monete stesse: dunque, anche se si tratta di centesimi, il pagamento può essere legittimamente rifiutato se supera tale soglia. La ratio è evidente: evitare disagi operativi e rallentamenti nelle transazioni, soprattutto in ambito commerciale.
In Italia, non esiste una norma che imponga agli esercenti di accettare sempre e comunque pagamenti in contanti di qualsiasi composizione. Anzi, è generalmente riconosciuta la possibilità di rifiutare modalità di pagamento che risultino eccessivamente gravose o poco pratiche, purché ciò avvenga nel rispetto dei principi di correttezza e buona fede.
Un ulteriore elemento da considerare riguarda la prassi commerciale. Molti negozi espongono cartelli con cui dichiarano di non accettare pagamenti in monete di piccolo taglio oltre una certa quantità. Questa indicazione, se resa nota al cliente prima della conclusione dell’acquisto, rafforza la legittimità del rifiuto. Diversamente, un rifiuto improvviso potrebbe essere contestato, soprattutto se il cliente non dispone di altri mezzi di pagamento.
Va poi ricordato che, a partire dal 2018, in Italia è stata introdotta una regola di arrotondamento per i pagamenti in contanti: il totale dello scontrino viene arrotondato ai 5 centesimi più vicini. Ciò ha ridotto significativamente l’uso delle monete da 1 e 2 centesimi, pur senza eliminarle dalla circolazione né privarle del loro valore legale.
Per concludere, i centesimi di euro sono a tutti gli effetti moneta legale, ma il loro utilizzo incontra limiti pratici e giuridici. Il rifiuto è possibile quando il pagamento avviene con un numero eccessivo di monete, mentre resta doveroso accettarle entro soglie ragionevoli. Come spesso accade, l’equilibrio tra diritti e esigenze pratiche si gioca sul terreno della proporzionalità e del buon senso.





