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Scafati, dissequestrate le carte degli appalti di Aliberti Provincia e Regione 

Scafati, dissequestrate le carte degli appalti di Aliberti

A distanza di cinque anni dal blitz della Dia su disposizione della procura Antimafia di Salerno, le carte sugli appalti prelevate negli uffici di competenza di Palazzo Mayer a Scafati sono state dissequestrate. Documenti che- secondo gli inquirenti- avrebbero dovuto dimostrare il trend d’union tra la politica scafatese e la malavita organizzata. Tra l’incartamento passato in rassegna dalla procura Antimafia di Salerno c’era anche la gestione della Villa Comunale per la quale se ne sarebbe dovuta occupare la cooperativa che faceva capo ad Alfonso Loreto e i Ridosso tramite l’ex parente del figlio dell’ex primula rossa Pasquale, Roberto Barchiesi. Un appalto che non si concretizzò. Ma non solo l’incartamento per la gestione della Villa comunale fu oggetto di sequestro da parte dei carabinieri della Dia. Infatti, nel mirino dell’Antimafia di Salerno erano finiti anche dei lavori realizzati a Scafati da società rappresentate da prestanomi del clan dei casalesi che, tramite altri clan locali sempre secondo le accuse, avrebbero lavorato grazie all’amicizia che avrebbe avuto Pasquale Aliberti con persone vicine alla cosca di Casal Principe e con Nicola Cosentino in particolare. Tutte accuse, però, non suffragate dalle testimonianze rese nel processo Sarastra dai tanti pentiti, soprattutto del clan casertano, che sono sfilati tra i banchi dei testi della magistratura inquirente durante le ultime udienze celebrate prima della pausa estiva a Nocera Inferiore. Anzi sia Antonio Iovine ‘o ninno – scrive Metropolis oggi in edicola-che l’ex vice sindaco di Trentola Ducenta Luigi Cassandra (che ha detto di essere stato socio in affari con Michele Capastorta Zagaria)  è arrivato ad affermare che i casalesi si sono avvicinati al comune di Scafati già nel 2007, qualche anno prima che lo stesso Pasquale Aliberti diventasse sindaco della città dell’Agro. Ora quei documenti tornano nelle mani dell’amministrazione comunale e sarebbero stati dissequestrati perchè non servirebbero più per l’istruttoria di Sarastra il cui processo riprenderà il 24 settembre.

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