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Ospedale di Vallo della Lucania al collasso, il Nursind Salerno chiede nuove assunzioni Provincia Provincia e Regione zonarcs 

Ospedale di Vallo della Lucania al collasso, il Nursind Salerno chiede nuove assunzioni



L’ospedale “San Luca” di Vallo della Lucania versa da tempo in una condizione di grave sofferenza a causa di una cronica ed evidente carenza di personale, una situazione che rischia di compromettere il diritto alla salute dei cittadini e l’efficienza delle emergenze sul territorio. A denunciare il quadro critico è il Nursind Salerno, che ha inviato una dettagliata segnalazione ai vertici dell’Asl, alla Regione Campania e alle istituzioni del territorio per chiedere interventi urgenti ed efficaci.

Nel mirino del sindacato ci sono la spinta sui carichi di lavoro per il personale in servizio, il ricorso continuo e dispendioso agli straordinari e alle ore extra per coprire i buchi d’organico, il sovraffollamento del pronto soccorso e la recente riorganizzazione della centrale operativa del 118. A tutto questo si aggiunge la preoccupazione per il progressivo indebolimento dei servizi pubblici a fronte di un contestuale rafforzamento delle strutture private accreditate della zona.

«Non possiamo più parlare di difficoltà temporanee o di semplici emergenze passeggere», dichiara Biagio Tomasco, segretario generale del Nursind Salerno. «Ci troviamo di fronte a una vera e propria crisi strutturale che dura da anni. Il personale in servizio è stremato da turni insostenibili ed è costretto a sacrifici enormi per mandare avanti i reparti e garantire le cure necessarie. Questa disponibilità individuale non può e non deve diventare un sostituto permanente della programmazione sanitaria aziendale. Serve subito un piano straordinario di assunzioni trasparenti e con vincolo di sede, accompagnato da incentivi concreti per attirare e trattenere i professionisti in questo territorio».

Sulle ripercussioni economiche ed organizzative interviene Adriano Cirillo, segretario amministrativo del Nursind Salerno: «I dati sulla spesa parlano chiaro: ogni anno si spendono milioni di euro per pagare prestazioni straordinarie ed extra orario al fine di garantire i servizi minimi. Risorse ingenti che, se programmate diversamente, avrebbero potuto finanziare l’assunzione stabile di decine di nuovi medici e inferrieri. Pagare per coprire i buchi a lungo termine è una scelta priva di logica economica. Chiediamo massima trasparenza sui conti e una netta conversione di questi fondi straordinari in posti di lavoro stabili e sicuri per il presidio cilentano».

A tracciare l’impatto sul sistema sanitario locale e sui servizi di emergenza è Giovanni Aspromonte, coordinatore provinciale del Nursind per l’Asl di Salerno: «L’ospedale di Vallo della Lucania serve un territorio geograficamente vasto, complesso e con vie di comunicazione non facili, a cui durante l’estate si aggiungono migliaia di turisti. Trasferire la gestione dei soccorsi e indebolire i reparti chiave significa allungare i tempi di intervento nei casi più gravi, dove anche un solo minuto può fare la differenza tra la vita e la morte. Allo stesso tempo vediamo rilanciarsi l’offerta sanitaria privata mentre il presidio pubblico viene lasciato indietro. Chiediamo un confronto immediato con i vertici dell’Azienda Sanitaria per riportare il “San Luca” al pieno delle sue potenzialità».

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