Opere vendute per 240mila euro, “Sopravvalutate”. Il giudici di Udine: “Nessuna truffa”: Assolti in 5 tra cui il salernitano Guardigli Diodato
“Il fatto non sussiste”, è quanto deciso dai giudici del tribunale di Udine che hanno assolto cinque imputati nel processo per la presunta truffa da 240 mila euro sulla vendita di opere d’arte a un’anziana. Tra gli imputati il salernitano Antonello Guardigli Diodato di 63 anni, i fratelli Nicola e Stefano Cunsolo ( tutti difesi da Gino Bove), il 51enne Boris Fischmann napoletano e Marco De Liso di Milano (assistiti da Fabio Di Maria). L’accusa per tutti inizialmente era di circonvenzione di incapaci poi cambiata in truffa perchè quelle opere vendute (quadri e libri di pregio) sarebbero state sopravvalutate. Il fatto era legato a una galleria d’arte di Bergamo e a una società di Napoli. Per Diodato erano stati chiesti due anni e mezzo, due anni ciascuno per i fratelli Cunsolo e l’assoluzione per Fischmann e De Liso. Decisivo l’incidente probatorio che ha fatto emergere come all’atto dell’acquisto la donna fosse capace di intendere e di volere e non suggestionabile. Per i giudici quindi nessuna truffa come contestato dalla pubblica accusa.





