Omicidio del cronista: esecuzione di ideologia islamica, Rahmouni rischia l’ergastolo
La decisione è arrivata al termine dell’udienza di convalida del fermo, celebrata questa mattina nel carcere di Salerno, dove il giovane era stato trasferito dopo l’arresto eseguito dai carabinieri nella notte tra venerdì e sabato.
Accogliendo l’impostazione della Procura, il gip ha contestato a Rahmouni i reati di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dalla premeditazione, oltre alla soppressione di cadavere. Una qualificazione giuridica più grave rispetto a quella contenuta nel decreto di fermo, che contestava genericamente l’omicidio aggravato, e che tiene conto delle modalità con cui, secondo l’accusa, la vittima sarebbe stata uccisa e successivamente data alle fiamme.
Al termine dell’interrogatorio, il difensore d’ufficio dell’indagato, l’avvocato Giovanni Mauri, ha riferito che il suo assistito ha risposto alle domande del giudice, fornendo ulteriori chiarimenti sulla dinamica dei fatti. Il legale ha inoltre evidenziato come la vicenda presenti ancora diversi aspetti da approfondire, anche con riferimento alla sfera privata delle persone coinvolte, precisando che tali approfondimenti sono funzionali esclusivamente alla ricostruzione completa dell’accaduto.
Secondo quanto emerso, Rahmouni non avrebbe sostanzialmente modificato la versione già fornita agli investigatori dopo il fermo, confermando anche le dichiarazioni relative al presunto movente, collegato – secondo la sua ricostruzione – a richieste di rapporti sessuali a pagamento che sarebbero state avanzate dalla vittima nei suoi confronti e nei confronti di altri giovani nordafricani presenti nella zona.
Gli inquirenti continuano tuttavia a mantenere il massimo riserbo sul movente, limitandosi a parlare di ragioni riconducibili alla sfera personale e privata.
La misura cautelare disposta dal gip riguarda esclusivamente le esigenze investigative e processuali e non costituisce un accertamento definitivo della responsabilità penale dell’indagato, che dovrà essere eventualmente stabilita nel corso del processo nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.





