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Manutenzione stradale, la deputata Anna Bilotti interroga il ministro Attualità 

Manutenzione stradale, la deputata Anna Bilotti interroga il ministro

Il 42% delle strade regionali e provinciali si trova nel Mezzogiorno, ma per la loro manutenzione si spende meno del 30% del totale nazionale. Parte da questi numeri l’interrogazione che la deputata Anna Bilotti (Movimento 5 Stelle) ha indirizzato al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, chiedendo quali iniziative il Ministero intenda intraprendere «per ridurre lo squilibrio infrastrutturale tra Nord e Sud del Paese alla luce dell’impossibilità degli enti provinciali e regionali di garantire la necessaria manutenzione ordinaria e straordinaria delle reti viarie di competenza».

L’idea è quella di intervenire sul piano “Rientro strade” approntato di concerto tra Anas e Ministero, che proprio per fare fronte alla difficoltà degli enti locali nel garantire una viabilità sicura e decorosa prevede la riclassificazione di un elenco di vie regionali e provinciali trasferendone la competenza all’Anas. Anche in questo piano si starebbe infatti riproponendo, al momento, la disparità tra Nord e Sud: «Da quanto si evince dagli atti ministeriali – scrive la parlamentare salernitana – solo una percentuale minima della rete viaria soggetta a riclassificazione avrebbe coinvolto le strade delle regioni meridionali, basti pensare ai 1000 km della regione Lombardia contro i 200 della regione Campania».

Da qui la sollecitazione al ministro, con particolare attenzione ai disagi che si registrano nella provincia di Salerno e nel resto della regione. «I risultati dell’asimmetria territoriale sono sotto gli occhi di tutti – sottolinea Bilotti – alla luce dello stato di abbandono, di incuria e quindi di pericolo in cui versano le infrastrutture stradali. Ne è un esempio in Campania la strada regionale 164 (ex Statale164 “Delle croci di Acerno”) che si snoda tra le province di Salerno e Avellino per 76 km e che collega la Valle del Sele con l’alta valle del Calore Irpino. Ad oggi frane, smottamenti e mancanza di manutenzione ne condizionano per lunghi tratti l’agibilità nonostante il valore funzionale e la valenza paesaggistica».

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