Manovra, Vietri (FdI): “Riaprire condono 2003 per Campania, è questione di giustizia sociale”
“Con l’emendamento che presenterò, insieme agli altri parlamentari campani di Fratelli d’Italia, alla Legge di Bilancio intendiamo riaprire i termini del condono edilizio varato dal Governo Berlusconi nel 2003, limitatamente agli abusi realizzati entro il 31 marzo dello stesso anno, senza estendere la sanatoria alle costruzioni successive. Vogliamo superare una disparità di trattamento che da oltre vent’anni penalizza la Campania, dove il condono non fu recepito dalla Regione, allora guidata da Antonio Bassolino, a differenza di quanto avvenuto in altre regioni italiane”. Lo dichiara il deputato campano di Fratelli d’Italia Imma Vietri, capogruppo in Commissione Affari sociali alla Camera. “In Campania si contano circa 50mila ordinanze di abbattimento e migliaia di famiglie vivono da anni nell’incertezza, comprese quelle che presentarono domanda di condono e versarono le somme previste dalla legge senza ricevere una risposta definitiva. La proposta mantiene ferme le esclusioni previste dalla normativa nei casi di insanabilità assoluta, con particolare riferimento alle aree sottoposte a vincoli idrogeologici, ambientali e paesaggistici e al rispetto delle norme sulla sicurezza sismica. Prevede inoltre che le Regioni, compresa la Campania, adottino entro 60 giorni dall’entrata in vigore della norma nazionale una legge per disciplinare condizioni e modalità di accesso alla sanatoria. Quindi l’ultima parola spetterà alla Giunta Fico, che potrà anche decidere di non sfruttare la norma e di conseguenza non riaprire i termini. Altro che ingenerare false speranze questo emendamento definisce in maniera molto chiara le casistiche, non configurando alcun nuovo condono ma piuttosto l’occasione per sanare quelle che non a torto possono essere considerare vere e proprie ingiustizie. Ora l’auspicio è che in una fase di grave crisi abitativa, non si arrivi a ignorare le difficoltà di chi rischia di perdere la propria casa. Non intendiamo sanare nuovi abusi, ma offrire una soluzione a chi attende da oltre vent’anni, nel rispetto della legalità e della sicurezza del territorio. È questa la ragione di giustizia ed equità sociale alla base della nostra iniziativa” conclude Vietri.





