Maiori celebra la tradizione della musica popolare con “Maiori Risona” il 4 e 5 settembre
Maiori celebra la tradizione con “Maiori Risona”, il Festival delle Culture e delle Tradizioni Popolari in programma venerdì 4 e sabato 5 settembre 2026. Un omaggio alla musica popolare che ha tanto più valore perché celebrato nella città della Madonna dell’Avvocata, una delle Sette Madonne sorelle della Campania. Una tradizione secolare, ricca e complessa, che è fede, identità, cultura, storia e che per due giornate vivrà nel centro cittadino, tra Piazza Citarella, Palazzo Mezzacapo e i suoi Giardini, portando al centro dell’attenzione un patrimonio fatto di devozione e musica, gesti tramandati, racconti, volti e appartenenza.
Maiori Risona non guarda alla tradizione come a una memoria immobile, né come a un repertorio da esibire. La riconosce per ciò che è: una lingua ancora capace di unire le generazioni, custodire l’identità dei luoghi e interrogare il presente. Il Festival mette così in dialogo artisti, studiosi, musicisti, cantori, custodi della memoria e nuove generazioni, costruendo uno spazio nel quale ricerca, festa e partecipazione tornano a essere parti di una stessa esperienza comunitaria.
Venerdì 4 settembre il Festival, organizzato dal Comune di Maiori con la collaborazione del Forum dei Giovani di Maiori e con i promotori del festival Salvatore Di Martino, Luca Di Martino, Flavia Di Martino, Alfonso Pastore e Francesco Dipino, si aprirà alle ore 16.30 nei Giardini di Palazzo Mezzacapo con l’inaugurazione della mostra fotografica “Avvocata Nostra. Memorie di una comunità in festa”, un racconto per immagini dedicato al rapporto profondo che lega Maiori alla sua Madonna. Fotografie storiche e contemporanee ricomporranno una memoria corale fatta di pellegrinaggi, volti, preghiere, canti, tammurriate e momenti di condivisione. Non una semplice documentazione della ricorrenza, ma l’archivio vivo di una comunità che, riconoscendosi nei propri riti, continua a ridefinire la propria identità.
A seguire, Nunzia Saviano, Ciclamino Abate e Generoso Ferrara condurranno uno stage dedicato al ballo della Tammurriata dell’Avvocata: un’occasione per avvicinarsi, attraverso il corpo e il ritmo, a una delle forme espressive più intimamente legata al pellegrinaggio maiorese. La partecipazione sarà su prenotazione, fino a esaurimento dei posti disponibili.
Alle ore 20.30, in Piazza Citarella, saranno proprio i fedeli e i cantori locali di Maiori ad affidare alla tradizionale Tammurriata dell’Avvocata l’apertura musicale della manifestazione. Un gesto simbolico e insieme profondamente concreto: prima degli ospiti e del palcoscenico, la voce appartiene alla comunità dalla quale questa storia nasce. Intorno alla salita al santuario, arroccato sul monte Falerzio a 827 metri di altezza, che si svolge tradizionalmente il lunedì di Pentecoste, si è formato nei secoli un universo di canti, ritmi, danze, tammurriate e pratiche condivise che appartiene alla storia di Maiori e, insieme, alla più ampia cultura popolare del Mezzogiorno.
Dalle ore 21.00 la serata proseguirà con i Discede, formazione maiorese impegnata nella ricerca, nella riscoperta e nella rilettura dei canti e delle danze popolari della Campania, con particolare attenzione al patrimonio nato intorno al culto della Madonna dell’Avvocata. La loro presenza radica il Festival nella comunità dalla quale questa tradizione continua a essere custodita e tramandata.
A seguire, il Canzoniere Grecanico Salentino, fondato nel 1975 e oggi tra le più autorevoli realtà della musica popolare italiana, porterà in scena la forza rituale della pizzica insieme agli Inude, duo pugliese che intreccia elettronica, strumenti acustici e ricerca vocale. Il loro incontro costruisce un ponte tra generazioni e linguaggi: la tradizione conserva la propria identità e, aprendosi al contemporaneo, continua a produrre nuove forme, energia e partecipazione.
Il Festival ritorna a vivere nelle strade della città il giorno successivo, sabato 5 settembre, quando il respiro della manifestazione si amplierà ancora di più portando all’incontro con tradizioni nate in altri territori della Campania. Alle ore 16.30, nei Giardini di Palazzo Mezzacapo, il programma riprenderà con il workshop di tammurriata tradizionale curato da Ugo e Tania Maiorano, dedicato alla tammorra e al ballo. Anche in questo caso la pratica diventa strumento di conoscenza: il ritmo non viene soltanto ascoltato, ma attraversato e condiviso.
Alle ore 17.30, nei Giardini di Palazzo Mezzacapo, sarà la volta di “Nati in Musica. Canti, suoni e ritmi della tradizione popolare per i più piccoli”, laboratorio curato dalla flautista ed educatrice musicale Gloria Falcone. Attraverso il gioco, il canto, il suono e il movimento, i bambini saranno accompagnati alla scoperta di un patrimonio che può restare vivo soltanto se diventa esperienza delle nuove generazioni.
La serata conclusiva inizierà alle ore 21.00 in Piazza Citarella con i Song Ro Sud, formazione locale che riporta nella piazza le voci e le sonorità della musica popolare, riaffermando il ruolo delle comunità nella trasmissione del proprio patrimonio.
A seguire, Vincenzo Romano si esibirà con la Uhanema Orchestra. Originario di Pagani e conosciuto come il “Cantore Pellegrino delle Tradizioni”, Romano porta avanti un percorso di ricerca e divulgazione dedicato ai canti, ai ritmi e ai riti popolari della Campania. La dimensione orchestrale di Uhanema amplia questa memoria in un racconto musicale corale, capace di unire devozione, cultura popolare e sensibilità contemporanea.
La presenza di Romano chiude idealmente il percorso di Maiori Risona riconducendo il racconto alla figura del pellegrino: colui che cammina, porta con sé una memoria e, condividendola, la consegna ad altri.
La vicesindaco e assessore al turismo, spettacolo e tradizioni popolari Lucia Mammato dichiara: “Maiori Risona restituisce centralità alla musica popolare e a una delle espressioni più profonde della nostra identità, la devozione all’Avvocata. La tradizione resta viva quando viene praticata e messa in dialogo con il presente, in questa ottica il Festival nasce per custodire e trasmettere il patrimonio culturale cresciuto nei secoli in Campania, coinvolgendo artisti, studiosi, musicisti, custodi, cittadini e bambini”.





