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Limiti e confini tra giustizia sportiva e statale Attualità L'Avvocato risponde 

Limiti e confini tra giustizia sportiva e statale

Molto spesso ci troviamo a valutare eventi che, a primo approccio, appaiono di difficile comprensione. Ciò avviene anche quando ci rendiamo conto di pronunziamenti della Giustizia Sportiva, che seguono un loro iter autonomo, discostandosi da quelli che sono i comuni dettami giurisdizionali. Si ha la sensazione di una forzata posizione in cui, il mondo dello sport, vuol prendere le distanze da tutto il resto, dichiarandosi autonomo ed autosufficiente nel gestire le proprie problematiche.

Vero fino ad un certo punto, ma non al livello di prendersi il “dito con tutta la mano”, eludendo quelli che sono i pilastri giuridici del nostro Ordinamento. Prendiamo spunto da una sentenza della Corte Costituzionale (n.106/2019), che ha voluto ribadire dei dettami comportamentali, già precedentemente estrinsecati in altre pronunzie.

Nel caso specifico, un dirigente sportivo della FIGC si era rivolto al TAR Lazio, avverso il provvedimento disciplinare attuato nei suoi confronti dal Giudice Sportivo, che lo aveva condannato a ben 3 anni di sospensione dalla sua attività, chiedendo al contempo un risarcimento per il danno economico conseguente a tale decisione.

Il TAR, seguendo una prassi fino ad allora consolidata, aveva ritenuto possibile l’intervento della Giurisdizione di Stato solo sull’ipotesi di una valutazione di risarcimento, ritenendo non ammissibile un estensione della tutela, in riferimento al chiesto annullamento del provvedimento disciplinare: ciò nel rispetto di un autonomia decisionale da parte degli organi della FIGC. La Corte ha però respinto le censure del Tar.

Di fatto, pur confermando l’esigenza di riconoscere l’autonomia sportiva, le cui regole sono caratteristiche di ciascun settore e come tali preservate, ha ribadito il doveroso rispetto dell’articolo 113 della Costituzione. La Giurisdizione di Stato, in conseguenza, deve dare univoca garanzia giuridica a tutti i cittadini, intervenendo anche sulle pronunzie della Giustizia Sportiva.

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