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La Azzolina decisa: a dicembre tutti a scuola Attualità Primo piano 

La Azzolina decisa: a dicembre tutti a scuola

Fare presto. E’ la parola d’ordine del Governo, in testa la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, affinché gli studenti tornino tra i banchi di scuola nel 2020, senza rinviare la didattica in presenza al nuovo anno. E’ una corsa contro il tempo considerato che incombono le vacanze di Natale fissate dal calendario scolastico tra il 23-24 dicembre e il 5-6 gennaio, a seconda delle Regioni. Quindi gli occhi sono puntati su quel fatidico 3 dicembre, quando scadrà l’attuale Dpcm e sono attese le nuove norme.

La politica è in linea di massima concorde, supportata dal parere del Cts, nel ritenere che la riapertura delle scuole ha carattere prioritario, ma – anche all’interno dello stesso Governo – c’è chi sosterrebbe che la precedenza debba essere garantita alle attività economiche e che non è ancora il momento per caricare la rete di trasporto anche con gli studenti.

Sullo sfondo si intravede una polemica che il ministro degli Esteri Luigi Di Maio cerca di stoppare sul nascere: “Strumentalizzare la scuola è da irresponsabili”, afferma, aggiungendo che “non si può trasformare la scuola in un campo di battaglia, bisogna agire con serietà. La ministra Azzolina ce la sta mettendo tutta per garantire il regolare svolgimento delle lezioni. Ed è premura di tutto il MoVimento 5 Stelle far riaprire le scuole, in totale sicurezza e rispettando le norme anti-Covid, non appena ci saranno le condizioni”.

Ma le difficoltà pratiche non mancano, visto che anche oggi si susseguono le decisioni di sindaci costretti a chiudere perfino asili e primarie a causa del contagio da Covid. E’ il caso del sindaco di Forio d’Ischia che ha sospeso la didattica dal 24 al 29 novembre poichè “alcuni focolai di contagio sono partiti dalle scuole”.

Proprio per domani in Campania è attesa la decisione sull’eventuale riapertura delle lezioni in presenza per la scuola dell’infanzia e le prime classi della scuola primaria, prevista per martedì 24 novembre. Ma molti sindaci e anche l’Anci hanno chiesto al governatore De Luca di rinviare il ritorno in classe dei più piccoli. Situazione difficile anche in Puglia: a Gravina il sindaco ha disposto la chiusura di tutte le scuole poichè sono 70 i docenti positivi o in quarantena con 55 classi messe in isolamento solo nell’ultima settimana.

Ma la ministra Azzolina non demorde: “L’unica cosa per me scontata – sostiene – è che siano tutti d’accordo, e che tutti collaborino, per riportare quanto prima in classe studentesse e studenti che al momento stanno facendo didattica digitale a distanza. Io sto lavorando per questo”. Anche nella convinzione – fanno sapere dal ministero dell’Istruzione – espressa con chiarezza in questi giorni pure dal Comitato tecnico scientifico, dal Ministero della Salute e dall’Oms, che “una chiusura prolungata delle scuole possa produrre un impatto negativo sui nostri studenti, dal punto di vista psicologico e della dispersione scolastica”.

Lo stesso coordinatore del Cts Agostino Miozzo ha oggi ribadito che la scuola “deve essere una priorità” anzi il primo tema al centro del dibattito politico sulle riaperture. E ha ricordato come anche altri paesi importanti dell’Ue, Francia, Germania e Gran Bretagna, abbiano dato tutti “indicazioni rigorose per il mantenimento dell’apertura delle scuole”. Un’ulteriore conferma arriva oggi dal G20, con la sottolineatura “dell’importanza di continuare a garantire l’istruzione in tempi di crisi con l’attuazione di misure per assicurare l’apprendimento di persona e, se necessario, un’efficace insegnamento a distanza”.

Per la riapertura in tempi rapidi della scuola è Matteo Renzi: “Prima di discutere sul cenone di Natale possiamo dire che riapriamo i Licei?”, afferma il leader di Italia Viva, rilevando anche lui che vi sono Paesi, come la Francia, con meno contagi dell’Italia e scuole aperte. Per il sindaco di Firenze Dario Nardella sarebbe “una follia” riaprire le funivie per sciare e nelle stesse zone tenere chiusi musei e scuole, mentre il senatore del Pd Tommaso Nannicini propone di riaprire le scuole “con orari rivisti e didattica alternata; supplenti e personale per gestire l’emergenza”.

Dalla maggioranza il deputato M5S Gianluca Vacca conferma che per il Governo “la prima cosa da riaprire urgentemente” sono le scuole e poi il resto. Dello stesso avviso anche il portavoce nazionale di Sinistra Italia Nicola Fratoianni: “Se si può riaprire qualcosa, si cominci dalle scuole”. In caso contrario lasciare a casa oltre tre milioni di studenti, come sostiene il presidente dell’Associazione Nazionale Presidi Antonello Giannelli, “sarebbe una sconfitta per il Paese”.

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