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Il 19 maggio di 40 anni fa l’arresto ingiusto e clamoroso di Sofia Loren Attualità 

Il 19 maggio di 40 anni fa l’arresto ingiusto e clamoroso di Sofia Loren

Accadde oggi; era il 19 maggio del 1982, 40 anni fa,  quando Sofia Loren andò incontro al suo destino. Ingiustamente. La pena da scontare risaliva al 1977, quando fu condannata per evasione fiscale su un imponibile di 112 milioni. L’attrice , però, a quel tempo, viveva in Svizzera, poi si trasferì in America. In quel giorno di maggio, consigliata dai suoi avvocati, decise di scontare la sua pena: un mese di reclusione. All’aeroporto di Fiumicino fu arrestata e condotta al carcere femminile di Casertadove resterà 17 giorni grazie a una licenza “speciale” di tredici giorni per buona condotta. In quei 17 giorni il carcere di Caserta diventa un luogo d’attrazione: paparazzi, cantanti di serenate, bancarelle con le foto della diva. In carcere le compagne di cella chiedono raccomandazioni a Sofia Loren. Ma aveva ragione e non doveva essere arrestata per evasione fiscale nel 1982. A riconoscerlo, in maniera definitiva, dopo un iter giudiziario durato 31 anni, è stata la Corte di Cassazione  nel 2013.

Al centro del procedimento, la dichiarazione dei redditi per il 1974 che la Loren presentò, congiuntamente al marito Carlo Ponti, in cui si escludeva, per quell’anno, «l’esistenza di proventi e spese», poiché «per i film ai quali stava lavorando erano sì previsti compensi ma da erogarsi negli anni successivi». Nel 1980 all’attrice venne notificato un avviso di accertamento, per un reddito complessivo netto assoggettabile all’Irpef per il 1974 pari a 922 milioni di vecchie lire (l’equivalente, valutando il potere d’acquisto che avevano allora quei soldi, di oltre 5.345.000 di euro di oggi). La Loren, dunque, usufruendo del condono fiscale previsto dalla legge 516/1982, aveva presentato una dichiarazione integrativa facendo riferimento a un imponibile di 552 milioni di vecchie lire, pari al 60% del reddito accertato, ma il Fisco aveva iscritto a ruolo un imponibile maggiore, pari a 644 milioni, sostenendo che la percentuale da applicarsi fosse quella del 70%, poiché la dichiarazione sul 1974 presentata dall’attrice, doveva considerarsi omessa, perché «priva degli elementi attivi e passivi necessari alla determinazione dell’imponibile».

Le Commissioni di primo e secondo grado avevano dato ragione alla Loren, mentre la Commissione tributaria centrale di Roma aveva dichiarato legittima la liquidazione del condono con l’imponibile al 70%. La Cassazione ha invece accolto il ricorso dell’attrice, annullando così la decisione della Commissione tributaria centrale di Roma. Sophia Loren, nel 1982, finì nel carcere femminile di Caserta, dove restò per 17 giorni, con l’accusa di evasione fiscale. Le responsabilità della frode vennero poi attribuite al suo commercialista. Restò il danno d’immagine . Nel 2013 la decisione della Corte di Cassazione chiuse definitivamente la vicenda.

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