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Governo: secondo giorno di consultazioni, al Colle i ‘big’ ma già si parla del secondo giro Italia e Mondo 

Governo: secondo giorno di consultazioni, al Colle i ‘big’ ma già si parla del secondo giro



Secondo giorno di consultazioni al Quirinale. Oggi saliranno al Colle, a partire dalle 10 i rappresentanti dei gruppi parlamentari più consistenti: Pd, Fi, Lega ed M5s. La delegazione del Pd è entrata a piedi al Quirinale, con il segretario reggente Maurizio Martina, il presidente Matteo Orfini e i capigruppo di Senato e Camera Andrea Marcucci e Graziano Delrio. la delegazione si è riunita prima al Nazareno.

Ma, a causa dei veti incrociati da parte dei partiti, la matassa sembra complicata da sbrogliare per il capo dello Stato e si parla già di un possibile secondo giro di consultazioni che potrebbe iniziare mercoledì prossimo. Intanto nella tarda serata di ieri il leader della Lega Matteo Salvini ha chiuso all’idea di un incarico esplorativo per lui (“inutile”).

I TIPI DI INCARICO – LE FORMULE

Mentre è emersa la candidatura a segretario di Maurizio Martina alla segretaria del Pd all’assemblea del Pd del 21 aprile.

LA PRIMA GIORNATA Nei suoi colloqui il presidente della Repubblica non ha solo ascoltato le posizioni di quanti sono saliti al Quirinale: ha chiesto puntigliosamente a tutti quale alleanze abbiano in mente visto che il Rosatellum non ha portato una maggioranza parlamentare.

Ma soprattutto Mattarella ha ricordato che il maggioritario non c’è più e che fino al 1994 c’era un proporzionale simile all’odierno. E che i Governi si facevano anche allora. Una sottolineatura che a prima vista sembra scontata ma che in realtà è un richiamo alle forze politiche affinchè non restino ancorate a logiche che non esistono più. E che, piaccia o non piaccia, l’attuale sistema elettorale prevedeva “in nuce” la necessità di alleanze per formare il Governo.

Un accento di realismo che dovrà essere tenuto di conto da tutti nel breve tragitto che separa queste prime consultazioni dalle seconde. Dal primo giorno del primo giro di incontri – in attesa dei big (Berlusconi, Salvini, Martina e Di Maio) che sono previsti nella giornata di oggi – si è comunque già capito qualcosa: ad esempio che LeU con Pietro Grasso ha ufficialmente confermato l’apertura sui programmi ai Cinque stelle, chiudendo al centrodestra. E non è un caso che tutti abbiano messo l’accento sulla necessità di formare un Governo, come tutti abbiano sottolineato il grande rischio che rappresenterebbe un ritorno alle urne. In sostanza, tutti temono un ritorno anticipato al voto. Una tendenza che sarà confermata anche oggi dando così spazio negoziale a un Mattarella che è parso, a chi lo ha incontrato, consapevole delle difficoltà e conscio dell’importanza di trovare il giusto equilibrio nel dare tempo affinchè non si perda tempo.

Il rischio che le consultazioni diventino un alibi per ritardare scelte che inevitabilmente vanno fatte è chiaro al presidente. Come è chiaro che bisogna agevolare il tentativo in atto tra M5s e Lega perchè al momento è l’unico che potrebbe portare a un governo di legislatura.

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