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Giornata mondiale dell’Ambiente, gli Sos della Terra Lifestyle 

Giornata mondiale dell’Ambiente, gli Sos della Terra

Dalla pandemia all’invasione delle locuste, dagli incendi in Australia all’acqua alta a Venezia, i messaggi di allarme lanciati dal nostro Pianeta si susseguono senza sosta e il tempo per agire si riduce ogni giorno di più. “Dobbiamo collegare i segnali per garantirci un futuro prospero e sicuro”, ha affermato il Wwf nella Giornata mondiale dell’Ambiente (5 giugno), ripercorrendo e collegando le maggiori emergenze degli ultimi 18 mesi.

Secondo il Wwf, tutti questi messaggi lanciati dalla Terra sono come gli “elementi di una Escape Room planetaria, che necessita di risposte concrete per passare al livello successivo, ossia quello in cui le nostre condizioni di vita, di salute e di benessere vengono garantite e protette”.

Drastica riduzione della biomassa degli insetti. Così la grande organizzazione mondiale dedicata alla conservazione della natura è tornata al novembre 2018, ricordando uno studio tedesco che ha dimostrato come in 27 anni ci sia stata una riduzione di più del 75% della biomassa degli insetti (il cui valore è stimato annualmente in oltre 235 miliardi di dollari) e quindi la base alimentare per tutta l’umanità. Per cui chiede di mettere al bando i pesticidi più letali.

Modifiche che mettono a rischio le specie. A maggio 2019 il rapporto globale sulla biodiversità dell’Ipbes dell’Onu ha mostrato come il 75% dell’ambiente terrestre e il 66% di quello marino sono stati modificati in modo significativo dall’azione dell’uomo, mettendo a rischio la sopravvivenza di un milione di specie.

Le catastrofi naturali dell’ultimo anno. Il Wwf ha quindi citato diverse catastrofi avvenute solo nell’ultimo anno: l’estate 2019 con l’Amazzonia in fiamme, settembre con il rapporto dell’Ipcc sullo scioglimento dei ghiacci in Artico con il rischio di aumentare il livello medio marino e di rilasciare in atmosfera le enormi quantità di gas serra finora intrappolate nel permafrost. A novembre 2019 ondate di acqua alta da record a Venezia; a dicembre i mega incendi che hanno messo in ginocchio l’Australia, ma anche Indonesia e il bacino del Congo; poi le invasioni di locuste nel Corno d’Africa. Infine, nel 2020 il terzo sbiancamento dei coralli, a marzo un’ondata di calore in Antartide e, per concludere, la pandemia.

Per cercare una soluzione partecipata e collettiva il Wwf Italia ha lanciato la consultazione su “Il Mondo che verrà”. “La maniera in cui affronteremo questa grave crisi, sanitaria, sociale ed economica, attraverso le scelte di governi, aziende e cittadini, indicherà la direzione che abbiamo deciso di percorrere e che deciderà del nostro destino comune – si legge -. Abbiamo bisogno di un cambiamento collettivo a cui tutti insieme siamo chiamati a dare il contributo per costruire, in un efficace gioco di squadra, il mondo che verrà”.

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