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Covid, il sindaco di Angri: “Dopo un anno sono sempre preoccupato” Provincia e Regione 

Covid, il sindaco di Angri: “Dopo un anno sono sempre preoccupato”

Sfogo social del sindaco di Angri sull’andamento dei contagi in città. “Ad un anno di distanza dal primo caso ufficiale di covid in Italia a Codogno, il 20 Febbraio 2020, l’Italia ha raggiunto quasi 3 milioni di contagi e 95 mila decessi. Un dato pesante come un macigno, un’emergenza che sembra non volerci più lasciare. Ricordo esattamente i giorni successivi, la paura che cresceva e l’incertezza di cosa sarebbe accaduto, e anche quanto tutto questo avrebbe inciso sulla vita di tutti.
Ricordo ancora l’annuncio del primo lockdown, le comunicazioni dell’ASL sui primi casi nel nostro comune, e lo sconforto alla notizia del primo decesso di un nostro concittadino, che sconvolse l’intera comunità angrese in un giorno già complicato. Una Pasqua che non dimenticherò mai più.

Ricordo la collaborazione attiva dei volontari, dell’amministrazione tutta, dei servizi sociali, e le giornate e le notti passate a monitorare e decidere il da farsi. Tutti sentivamo la responsabilità di fare del bene ed essere presenti per tutta la città, nonostante le difficoltà di una tragedia sconosciuta e senza precedenti nella nostra epoca.

Ricordo davvero tutti i momenti vissuti, sia quelli di sconforto che quelli di gioia, come quando finalmente abbiamo raggiunto lo zero e vedevo rinascere la speranza in tutti i cittadini.

Ad un anno di distanza e da cittadino che ha affrontato il covid, sento di dover esprimere la mia preoccupazione per lo stato attuale delle cose.

Sembra di rivivere la situazione di un anno fa, ma ora è anche peggio: abbiamo perso il senso di responsabilità che ci ha sempre contraddistinto e abbiamo tra le tante cose dovuto rinunciare ad un diritto imprescindibile per i nostri figli, la scuola.

Il covid ad un anno di distanza è certezza, come è certa la pericolosità e il danno economico e sociale che ha comportato.

Siamo responsabili, è ancora l’occasione giusta di fare ognuno la propria parte in questa guerra che dura da troppo.

Io sono sempre qui a tutelare la salute dei miei cittadini, che invito a darci una mano nell’affrontare questa emergenza ancora così presente e tangibile. Non c’è altra soluzione che rispettare le regole per sperare in un futuro più sereno per tutti e superare questo momento davvero difficile.

Come ripeto sempre: NO alla paura, SÌ alla prudenza!*

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