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Costiera Amalfitana, cagnolino vittima della trappola di un bracconiere Provincia e Regione 

Costiera Amalfitana, cagnolino vittima della trappola di un bracconiere

Succede nella frazione Pogerola di Amalfi. In uno dei principali Comuni della “Divina”, che vanta migliaia di visitatori l’anno, il triste fenomeno del bracconaggio è purtroppo di casa. Lo scorso 8 novembre, in un terreno di proprietà, è stato ritrovato un cane di piccola taglia intrappolato in una rudimentale tagliola. Per fortuna ancora vivo, anche se molto sofferente, è stato liberato con non poche difficoltà, soccorso e, ad oggi, sembrerebbe non aver perso la zampetta. Il responsabile, che risulta essere recidivo, è stato denunciato. Un gesto di coraggio che evidenzia come qualcosa stia iniziando a cambiare anche in zone della provincia in cui vi è sempre stato un minore rispetto per gli animali.

L’utilizzo di tagliole, ma anche di archetti, lacci ed altri arnesi di tortura è una pratica comunissima, ma raramente si viene a conoscenza della loro presenza, proprio perché spesso posizionate in proprietà private. Per le vittime non c’è speranza: se non muoiono sul colpo si spengono agonizzanti. Alcune arrivano ad amputarsi l’arto nel disperato tentativo di liberarsi dalla morsa. A morire in questo modo atroce non ci sono solo gli animali selvatici, che con ignoranza e delirio di onnipotenza alcuni uomini ritengono “dannosi” e, dunque, da eliminare, ma non di rado anche gatti e cani.

Il comitato spontaneo “Uniti per Chicca” ha dato sin da subito la propria disponibilità per un supporto legale, affinché l’autore di questo barbaro atto venga perseguito penalmente per i reati di maltrattamento di animali e detenzione di trappole a scatto, illecite in Italia. Se la civiltà di un popolo si misura anche dal modo in cui questo tratta i suoi animali, come diceva Mahatma Gandhi, constatiamo tristemente che in queste zone siamo ancora ben lontani dal raggiungerla. Contestualmente agli appelli alle autorità competenti, ribadiamo a tutti l’importanza di denunciare sempre gli episodi di violenza nei confronti degli animali di cui sono testimoni.

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