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Confindustria Salerno:”Donne modello di impresa”, esperienze di business a confronto Attualità Economia 

Confindustria Salerno:”Donne modello di impresa”, esperienze di business a confronto

Creare legami tra gruppi di donne imprenditrici.  Accrescere l’impatto della loro azione sul tema della diversità e della parità di genere sul lavoro.  Individuare un modello di eccellenza imprenditoriale al femminile. Sono questi gli obiettivi che animano il progetto “Donne Modello di Impresa. Esperienze di business a confronto”, promosso da Confindustria Salerno, in collaborazione con Confindustria Catania, presentato ieri in videoconferenza.

L’evento ha messo a confronto le esperienze di imprenditrici di territorialità diverse per tracciare quegli elementi comuni che contraddistinguono le imprese guidate da donne in termini di valori, motivazione e competenze allo scopo di individuare buone prassi da condividere e replicare.

Dopo i saluti introduttivi dei presidenti di Confindustria Salerno, Antonio Ferraioli e di Confindustria Catania, Antonello Biriaco, sono intervenute Monica Luca, presidente di Imprenditoria Femminile Confindustria Catania e Alessandra Puglisi, presidente del Comitato Femminile Plurale di Confindustria Salerno, ad illustrare gli obiettivi dell’iniziativa.

Monica Lauricella, manager e business coach ha condotto le interviste a 4 imprenditrici: Cristina Busi, presidente di Sibeg Coca-Cola, Alba Murabito, Procurement & Supply Chain manager del Centro Catanese di Medicina e Chirurgia, per Catania e Maria Pezzullo, Amministratore Gruppo Pezzullo e Laura Caputo Sales & Operation Director OMPM per Salerno.

“Questo incontro – ha affermato Alessandra Puglisi – si inserisce nel solco di una serie di iniziative che stiamo realizzando nella convinzione che la condivisione e le sinergie siano alla base della crescita professionale e aziendale. Da tempo promuoviamo percorsi di formazione e confronto perché riteniamo che le best practices vadano condivise. Fare impresa vuol dire – a Salerno come a Catania – intraprendere una sfida quotidiana fatta di visione, di progresso, di superamento delle difficoltà e di innovazione. Le testimonianze che abbiamo ascoltato raccontano di un nuovo modo di essere imprenditrici basato sull’inclusione, sul rispetto delle differenze culturali, di opinione, generazionali e di genere oltre che sulla responsabilità sociale d’impresa.

 

“L’evento rappresenta la prima tappa di un percorso di condivisione e di analisi su valori, motivazioni e strategie del fare impresa e managerialità al femminile – ha dichiarato   Monica Luca -. Le donne hanno certamente un loro modo di dirigere l’impresa, un proprio stile di leadership e un particolare approccio alla gestione delle risorse umane.

Donne Modello di Impresa vuole mettere in campo le buone prassi che caratterizzano le imprese gestite da donne. Sotto la guida di un Business Coach, verrà decodificato un modello virtuoso che possa essere replicato e diventare esempio per le giovani generazioni sia di donne che uomini motivati ad investire nella creazione di un‘impresa e nel miglioramento delle proprie competenze professionali”.

Quattro le testimonianze delle imprenditrici catanesi e salernitane:

Cristina Busi Ferruzzi, presidente di Sibeg, la storica azienda siciliana produttrice delle bevande a marchio The Coca-Cola Company che conta 350 addetti, ha evidenziato l’importanza strategica del capitale umano: “Siamo consapevoli dell’impatto sociale che ogni impresa genera sul territorio – ha spiegato l’imprenditrice, che è anche fondatrice in Albania di due stabilimenti produttivi oggi guidati manager donne –.

Abbiamo una grande responsabilità nei confronti dei dipendenti, delle loro famiglie e per questo occorre puntare al miglioramento continuo delle risorse umane, al riconoscimento delle capacità e del merito. La vision dell’azienda e le scelte imprenditoriali importanti possono essere supportate solo in presenza di un team che sappia competere e affrontare le sfide”.

Per Alba Murabito, imprenditrice di terza generazione, manager del Centro Catanese di Medicina e Chirurgia, qualificazione professionale e lavoro di squadra sono elementi distintivi essenziali: “In azienda ho fatto gavetta partendo dal basso – ha detto -, costruendo le mie competenze passo dopo passo. E ciò grazie anche alla lungimiranza della mia famiglia, consapevole delle difficili sfide del passaggio generazionale. Oggi la forza del team fa la differenza. Ognuno contribuisce con la propria professionalità lavorativa ad accrescere efficienza e valore aggiunto generato dall’azienda nella quale valori fondanti rimangono correttezza, tenacia, etica”.

Laura Caputo, Sales & Operation Director OMPM, ha sottolineato che “queste iniziative fanno emergere la necessità di una maggiore consapevolezza professionale della donna che fa impresa. Ben vengano le garanzie di legge che diano la possibilità di emergere alle donne in contesti complessi, tuttavia il pilastro fondante deve essere la meritocrazia, quali che siano le caratteristiche, il sesso o la storia personale.

D’altro canto, il plus della donna è nella capacità di operare una sintesi tra le logiche industriali e quelle sociali, garantendo un approccio più umano e un equilibrio nelle scelte che si ripercuotono sull’intera organizzazione aziendale, nei rapporti con lavoratori, fornitori e clienti, apportando così un valore indiscutibile all’impresa nel tempo. Tutti, e ancor più la donna, abbiamo da raccogliere l’eredità di Olivetti e dell’impresa sociale.”

Maria Pezzullo, Amministratore Gruppo Pezzullo, gruppo storico salernitano ha portato la propria testimonianza affermando che “i valori principali che ho ereditato e che mi guidano sono sicuramente il rispetto e la correttezza, questi si traducono nella realizzazione di continui investimenti per migliorare l’ambiente di lavoro, l’impatto ambientale ed il rapporto con il territorio. La nostra tradizione imprenditoriale si contraddistingue sicuramente anche per la passione, che nasce dalla consapevolezza che le persone e le imprese crescono attraverso l’impegno quotidiano e il continuo mettersi in discussione”.

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