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Colletta dei poveri per i funerali di Hossain Cronaca 

Colletta dei poveri per i funerali di Hossain

Tre bambine e la loro mamma ora sono senza nemmeno più la speranza di un aiuto economico del padre, morto nella lontana Italia. In una baracca di Chandpur, città fluviale del Bangladesh, in un’area distrutta dall’alluvione del 2016, vivono la moglie e le figlie di 12, otto e sei anni di H ossain Shahadad , il 37enne bengalese deceduto la notte tra mercoledì e giovedì scorso nel cuore della city. O meglio sopravvivono, lottando con l’assoluta indigenza che li attanaglia e che aveva spinto il capofamiglia ad emigrare, come conferma il presidente della comunità bengalese di Salerno, Nour Navi. Un giovane loro connazionale con attività in via dei Mercanti aveva ricordato a la Città che nelle ore immediatamente precedenti il decesso, Hossain aveva parlato con i familiari che invocavano un aiuto economico che lui non poteva dare e da tempo. Senza quei soldi, la famiglia non poteva più andare avanti. Ma Hossain denaro non ne aveva, tanto che, ammalato di cuore come aveva scoperto a Salerno dopo una visita al Ruggi, non aveva continuato neanche le cure che probabilmente gli avrebbero salvato la vita perché non poteva comprare le medicine. Nelle ultime ore si è scoperto che il 37enne non aveva nemmeno vestiario a sufficienza, né beni da poter vendere. Insomma non c’è un soldo per portare a casa il corpo del povero extracomunitario né tantomeno da inviare alla sua famiglia. E non c’è nemmeno un’inchiesta su questo decesso, visto che è avvenuta per cause naturali. Si attende anche un imam per un momento di preghiera che accompagni nel suo ultimo viaggio il 38enne bengalese, morto in un basso, a pochi metri dal centralissimo corso Vittorio Emanuele, su uno dei 10 lettini a castello stipati in un’unica stanza, probabilmente nello sconforto più assoluto di chi ha la famiglia lontana, la cui sopravvivenza dipende solo da lui e non può far nulla per aiutarli. Intanto in città c’è chi si è mosso per assicurare un aiuto. C’è chi si è messo in moto per accogliere l’appello di Nour Navi che aveva chiesto in particolare un contributo per sostenere le spese economiche per il rientro della salma, che ammontano a circa 4mila euro. La stessa comunità di cittadini provenienti dallo stato asiatico si è mobilitata con una raccolta fondi tra i connazionali residenti a Salerno, Napoli, San Giuseppe Vesuviano e Palma Campania, ma i soldi da mettere insieme sono tanti. Ieri sera, Antonio Bonifacio dell’ufficio diocesano Migrantes ha incontrato il presidente della comunità bengalese: «Ci stiamo già muovendo per dare una mano per il rientro della salma in Bangladesh e per un sostegno alla famiglia di Hossain», ha annunciato Bonifacio. E il consigliere comunale Paola De Roberto , presidente della commissione consiliare Politiche sociali sottolinea: «Il diritto alla sepoltura, come il diritto a vivere, non deve avere nazionalità né colore. L’ amministrazione comunale, e in particolare l’assessorato alle Politiche sociali, anche in questa triste occasione che ha visto morire un giovane bengalese ha dimostrato di voler essere vicina agli ultimi. Il settore Politiche sociali, infatti, si è già attivato per garantire un contributo per il rimpatrio della salma». Fonte la Città di Salerno

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