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CARENZA MEDICI IN ITALIA, ADINOLFI (M5S): “BASTA AL NUMERO CHIUSO, NON MORTIFICHIAMO I NOSTRI RAGAZZI”  Attualità 

CARENZA MEDICI IN ITALIA, ADINOLFI (M5S): “BASTA AL NUMERO CHIUSO, NON MORTIFICHIAMO I NOSTRI RAGAZZI” 

“E’ possibile che, nonostante la carenza di medici e infermieri nel nostro Paese, si insista con il numero chiuso per i corsi di Medicina e Scienze Infermieristiche? E, poi, cosa facciamo, per rimediare ad anni di mancati investimenti in Università e Ricerca, penalizzando i nostri giovani: andiamo alla ricerca di professionisti di Paesi extra-UE”. Interviene così l’europarlamentare del Movimento 5 Stelle, Isabella Adinolfi, sul bando della Protezione Civile per reperire 200 medici per l’emergenza Covid-19 in Italia.

“Non accetto che si approfitti del momento emergenziale per far passare sottotraccia questi provvedimenti – aggiunge l’On. Adinolfi – Mi auguro che questo modus operandi e il voler persistere con gli accessi a numero chiuso agli studi medici ed infermieristici non nascondano un disegno più complesso e pericoloso per il nostro Sistema Sanitario: far entrare manodopera a basso costo e sfruttarla sia nelle strutture pubbliche che private. Sarebbe un disastro”.

“Non è una battaglia discriminatoria – rincara la dose l’europarlamentare salernitana –  ma in difesa di decine di migliaia di studenti, ai quali andrebbe data un’opportunità seria, e delle loro famiglie, che fanno dei sacrifici per farli studiare. Nella migliore delle ipotesi, dopo la laurea, vanno all’estero o devono aspettare un evento eccezionale per un contratto in ogni caso alla giornata. Nella peggiore delle ipotesi, spazzati fuori dal business del numero chiuso, costretti a cambiare completamente il percorso di formazione”.

“Oggi siamo in affanno, tanto da richiamare in servizio medici ed infermieri in pensione, non oso immaginare cosa potrebbe accadere tra qualche anno – conclude Isabella Adinolfi – Intanto, continuiamo a smantellare il mondo dell’Istruzione, dell’Università, della Ricerca, e non solo nell’area medica. Siamo la Nazione con un numero di laureati di gran lunga inferiore alla media OCSE e con investimenti in istruzione e formazione di gran lunga al di sotto della media, ora più che mai è necessario invertire la rotta”.

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