Battipaglia, annullato scioglimento per camorra del consiglio comunale all’era di Santomauro
Una sentenza destinata a riscrivere la storia recente e politica di Battipaglia. Il Tribunale ha definitivamente annullato gli effetti del provvedimento di scioglimento per infiltrazioni camorristiche del Consiglio Comunale approvato nel 2014, che spazzò via la giunta guidata dall’allora sindaco Giovanni Santomauro e portò al commissariamento dell’ente.
I giudici hanno stabilito l’assenza di condizionamenti della criminalità organizzata sull’attività amministrativa e burocratica di Palazzo di Città, smontando la ricostruzione che per oltre un decennio aveva gettato un’ombra sull’onorabilità degli amministratori e dell’intera comunità.
La reazione dell’ex sindaco Santomauro
«È stata finalmente cancellata una grave ingiustizia morale, politica e istituzionale», ha dichiarato l’ex primo cittadino Giovanni Santomauro a margine della pronuncia dei giudici. «Ci sono voluti dodici lunghi anni di sofferenza personale, familiare e politica per dimostrare quello che abbiamo sempre sostenuto con forza e trasparenza: l’amministrazione comunale da me presieduta ha sempre operato nel pieno rispetto della legalità e a difesa degli interessi collettivi, senza mai piegarsi a logiche di clan o a pressioni estorsive».
Santomauro ha sottolineato come la decisione del Tribunale restituisca la dignità non solo alla sua figura e ai componenti di quella squadra di governo, ma anche ai dirigenti e ai dipendenti comunali travolti allora dalle indagini.
Il provvedimento di scioglimento nel 2014 causò un vero e proprio terremoto nella piana del Sele, inaugurando una stagione di profonda instabilità politica e amministrativa. La cacciata dell’amministrazione fu accompagnata da un’ondata di polemiche e dall’insediamento di una Commissione Straordinaria rimasta in carica per oltre due anni.
La sentenza di annullamento chiude oggi uno dei capitoli più complessi della cronaca politica salernitana. Resta l’amarezza, rimarcata anche negli ambienti vicini all’ex sindaco e dalle attuali istituzioni cittadine, per il tempo trascorso prima che la verità giudiziaria potesse riaffermarsi con piena chiarezza.





