Agropoli, frode su “Formazione 4.0” domiciliari per imprenditore cilentano, rientrerà da Dubai
È pronto a rientrare in Italia dopo la permanenza a Dubai l‘imprenditore cilentano C. M. coinvolto nella maxi-inchiesta sulla presunta frode fiscale legata ai crediti d’imposta per la “Formazione 4.0”. Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Salerno, Giuseppe Saponiero, ha accolto l’istanza presentata dai legali difensori, disponendo la sostituzione della misura cautelare della custodia cautelare in carcere — che risultava tuttora ineseguita a causa della permanenza dell’indagato negli Emirati Arabi — con quella degli arresti domiciliari, che verranno scontati nell’abitazione di Agropoli.
La svolta del gup e le condizioni del rientro
La decisione del giudice segna un punto di svolta nella gestione del fascicolo giudiziario. L’imprenditore, rimasto all’estero nei mesi scorsi mentre scattavano i provvedimenti di rigore a carico delle altre figure coinvolte nell’operazione, potrà così fare ritorno nel Cilento per porsi a disposizione dell’autorità giudiziaria e affrontare le fasi successive del procedimento senza dover varcare la soglia del carcere.
L’accoglimento dell’istanza difensiva è stato subordinato al rientro immediato in Italia e al contestuale sottoporsi alla misura coercitiva attenuata presso il domicilio eletto ad Agropoli, con le consuete prescrizioni e i divieti di comunicazione con l’esterno.
L’inchiesta sulla truffa ai crediti d’imposta
Al centro del procedimento penale c’è un articolato sistema fraudolento ideato per intercettare indebitamente le risorse e le agevolazioni fiscali statali destinate alla digitalizzazione e all’aggiornamento tecnologico delle imprese (il piano “Formazione 4.0″).
Secondo l’impianto accusatorio formulato dalla Procura e ricostruito attraverso le indagini economico-finanziarie della Guardia di Finanza, sarebbero stati creati pacchetti formativi fantasma, documentati da corsi mai erogati o svolti solo sulla carta, utili a generare milioni di euro in crediti d’imposta compensabili.
Con la concessione dei domiciliari, l’imprenditore cilentano si appresta ora a comparire davanti ai magistrati salernitani per rendere la propria versione dei fatti e difendersi dalle accuse contestate.





