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Anche l’Italia su Marte, la tecnologia di Leonardo decisiva per la sonda InSight Italia e Mondo 

Anche l’Italia su Marte, la tecnologia di Leonardo decisiva per la sonda InSight

L’altro ieri sera alle 20.53 ora italiana, la sonda “InSight” della NASA ha raggiunto la superficie di Marte, dopo un viaggio di circa 6 mesi nel vuoto dello spazio profondo, durante il quale è stata “guidata”, grazie all’indispensabile contributo italiano: un sensore d’assetto fornito dalla Leonardo e fabbricato in Toscana. Il sensore scandaglia continuamente la volta celeste attorno alla sonda grazie ad un potente telescopio e la confronta con una mappa stellare memorizzata al proprio interno, così da poter analizzare dieci volte al secondo l’orientamento della sonda e inviare eventuali cambi d’assetto al computer di bordo per rimanere sulla rotta prestabilita.

Ma il contributo italiano non si ferma qui, a bordo infatti si trova “Larri”, uno strumento composto da microriflettori, utilizzato per captare la posizione di una superficie planetaria attraverso stazioni laser in orbita a centinaia di km di altitudine, sviluppato dall’Istituto nazionale di fisica nucleare. La missione, guidata dalla NASA con la collaborazione molto rilevante di Europa e Giappone ha come obiettivi lo studio del sottosuolo marziano, per indagare l’origine dell’ipotetica attività magmatica e dei terremoti del pianeta rosso.

La sonda ha iniziato l’esplorazione visiva del sito di atterraggio, posto in una zona vulcanica equatoriale, e successivamente posizionerà il sismografo SEIS, fornito dal centro di studi spaziali francese, che analizzerà le onde sismiche marziane, per capire l’origine dei terremoti che da miliardi di anni interessano il pianeta rosso. La missione, che durerà circa 2 anni, analizzerà anche la temperatura del sottosuolo marziano fino ad una profondità di 5 metri, per capire se vi si trovano rocce radioattive e quanto calore disperde il pianeta.

La missione “figlia” di InSight sarà Mars2020, la quale esplorerà un cratere un tempo attraversato da un fiume, alla ricerca di antiche forme microbiche, risalenti probabilmente a più di 3 miliardi di anni fa. Un nuovo obiettivo, tracciato dalla meravigliosa sete di conoscenza ed esplorazione umana e messo in atto grazie alle ultimissime tecnologie in campo, fornite anche dal nostro paese, che è da sempre avanguardia in quasi ogni campo tecnologico. (fonte: ilprimatonazionale.it)

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