You are here
Accadde oggi: il 20 novembre 1947, calze bucate e tight di un amico: così il duca di Edimburgo sposò l’erede al trono d’Inghilterra Attualità 

Accadde oggi: il 20 novembre 1947, calze bucate e tight di un amico: così il duca di Edimburgo sposò l’erede al trono d’Inghilterra

Accadde oggi: era il 20 novembre 1947, 73 anni fa, quando il duca di Edimburgo sposò – con un tight prestatogli da un amico – la futura regina dei britannici. E oggi festeggiano una vita insieme, qui riassunta in 73 curiosità. Dalla colazione, alla passione per i cavalli, fino ai 2583 regali di nozze. La Regina raggiunge un altro traguardo, l’ennesimo: la regina d’Inghilterra, Galles, Scozia e Irlanda del Nord e il marito Filippo festeggiano i 73 anni di matrimonio. Nozze che sua maestà e il duca di Edimburgo,  celebreranno in forma privata con un pranzo in famiglia  Si incontrarono per la prima volta nel 1934 al matrimonio del duca di Kent, zio di lei, con Marina di Grecia, cugina di lui, quindi si rividero tre anni dopo all’incoronazione del papà di Elisabetta, Giorgio VI. L’amore, almeno per Elisabetta, sboccerà però nel 1939 durante una visita alla base militare di Dartmouth. Filippo inizierà a interessarsi a lei vedendola in calzamaglia nei panni di Aladino durante una recita natalizia nel 1943.  A fare da Cupido fu lo zio di lui, lord Dickie Mountbatten, ultimo viceré d’India che verrà ucciso dall’Ira nel 1979 mentre si recava a pesca.  «Mi sono innamorata di lui non appena lo vidi», rivelerà l’allora principessa al biografo ufficiale di suo padre.  Prima di fidanzarsi ufficialmente con lui, Elisabetta trovò comunque il tempo di flirtare in modo innocente con i duchi di Rutland, Grafton e Buccleuch.  Testimone del lungo corteggiamento tra Elisabetta e Filippo fu un italiano, Carlo Tanzi, maître del Savoy, l’hotel dove i fidanzatini erano soliti darsi appuntamento per il the nella River Room. Lo spasimante si presentava ogni volta con un bouquet di rose e gelsomini. Tramite la regina Vittoria sono cugini di terzo grado. Se si guarda invece la linea dinastica di Cristiano IX di Danimarca si scende al secondo grado. Da ragazza, Elisabetta teneva sul comodino una foto che Filippo le aveva dato in cui stranamente portava la barba. Nel 1945 la storia avrebbe potuto prendere una piega diversa: Elisabetta si prese una sbandata per il capitano Roderick Cameron Robertson-Macleod, scozzese delle isole Skye alto due metri e con i capelli biondi. «Questo giovane gigante è attraente in modo devastante. Ha creato agitazione nel mio cuore», scriverà la principessa alla cugina Diana Bowes-Lyon.  Filippo chiese a Giorgio VI la mano dell’amata nel 1946, durante una battuta di caccia alla pernice. Lui acconsentì, a patto che si aspettasse a dare l’annuncio dopo il compimento dei 21 anni della principessa.  Contrariamente al marito, la regina madre non era affatto convinta delle nozze: ai suoi occhi Filippo era troppo povero per sposare una futura regina. In effetti, al momento dell’annuncio del fidanzamento Filippo non se la passava molto bene: sul conto in banca aveva 6,5 sterline, come ufficiale ne guadagnava 11 alla settimana e dal padre aveva ereditato giusto un pennello da barba e due abiti piuttosto sgualciti.  Il fidanzamento venne ufficializzato di mercoledì, il 9 luglio del 1947. Il giorno seguente, il re e la regina diedero un grande party a Buckingham in onore della figlia e del futuro genero. Come pegno d’amore, Filippo consegnò alla promessa sposa un anello di diamanti fatto realizzare da Philip Antrobus LTD smontando una tiara della madre Alice.  Ortodosso, Filippo dovette convertirsi alla religione anglicana. La cerimonia fu officiata dall’allora arcivescovo di Canterbury Geoffrey Fisher, che avrebbe poi sposato la coppia. Oltre alla fede, Filippo dovette abbandonare anche il cognome: Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg richiamava eccessivamente le origini tedesche, cosa inopportuna nel secondo dopoguerra. Idem il cognome materno, Battenberg, che venne inglesizzato in Mountbatten. Non uno, non due, ben tre: prima delle nozze, Giorgio VI regalò al genero i titoli di barone di Greenwich, conte di Merioneth e duca di Edimburgo. Filippo diventerò noto con quest’ultimo. Poche settimane prima del sì, Giorgio VI conferì alla figlia e al genero l’ordine della giarrettiera. Iniziò con Elisabetta, sette giorni dopo fu la volta di Filippo: una distanza che  serviva per rimarcare la priorità della moglie sul marito. Le nozze ebbero luogo nell’abbazia di Westminster il 20 novembre 1947 alle ore 11.30, con buona pace dei deputati laburisti che visti i tempi grami avevano chiesto che la cerimonia fosse privata e spartana. Fu la regina madre a pretendere un evento in pompa magna che rappresentasse la rinascita della nazione dopo la guerra. Il governo decise di non dichiarare un giorno di festa nazionale per non fermare i lavori della ricostruzione post bellica. Di contro omaggiò gli sposi con un aumento dello stipendio annuo della principessa, che passò da 15 mila a 40 mila sterline.  Il principe trascorse l’ultima notte da single nell’appartamento di sua nonna a Kensington. Molto agitato, prima di salire in macchina in direzione Westminster  si fece un gin tonic e fumò l’ultima sigaretta: per amore di Elisabetta decise di smettere. Lo sposo indossava un tight prestatogli da un amico e aveva le calze bucate. Norman Hartnell, stilista di riferimento della corona, si ispirò alla primavera di Botticelli per realizzare, con l’aiuto di 350 sarte, l’abito di seta bianca della sposa, decorato con 10mila perle e cristalli. Furono utilizzati tremila coupon donati alla principessa dai sudditi: a causa del razionamento dei viveri, la merce veniva venduta dietro pagamento di speciali buoni. Tra i duemila invitati alla cerimonia a Westminster c’erano cinque re, cinque regine e otto eredi al trono. Sei gli assenti illustri: le tre sorelle di Filippo, sposate ad altrettanti gerarchi nazisti, lo zio della sposa Edoardo VIII, che aveva abdicato nel 1936 lasciando il trono al fratello Giorgio, sua moglie Wallis Simpson e sua sorella Mary, ufficialmente per problemi di salute ma in realtà perché legatissima al fratello “dimissionario”.  Era il primo grande evento mondano dopo la fine della guerra, la prima occasione per le nobildonne di esibire nuovamente i propri gioielli. «Sono così sporchi e malconci», commentò ad alta voce Giuliana dei Paesi Bassi, che sarebbe diventata regina l’anno dopo. Solo 150 dei duemila invitati ebbero l’onore di presenziare al pranzo a Buckingham, dove venne servito filetto di sogliola, pernice in casseruola e gelato. I tavoli erano decorati con garofani rosa e bianchi, piccoli bouquets di mirto ed erica bianca fatta arrivare dalla tenuta di Balmoral. La torta di quattro piani era alta 2 metri e 74 e fu tagliata con la spada di Filippo. Fu realizzata da una pasticceria di Edimburgo, McVitie & Price, con ingredienti fatti arrivare da diversi paesi del Commonwealth: tra questi burro della Nuova Zelanda, farina del Canada, rum giamaicano, zucchero e frutta caramellata dall’Australia.  Subito dopo pranzo, la coppia venne condotta alla stazione di Waterloo dove ad attenderla c’era il royal train. Faceva molto freddo: per scaldare gli sposi durante il tragitto, la carrozza scoperta venne riempita di bottiglie di acqua bollente. Elisabetta partì per la luna di miele con 15 valigie, Filippo con due. Il matrimonio fu seguito via radio da oltre 200 milioni di ascoltatori. La coppia ricevette oltre 10 mila telegrammi da tutto il mondo. Tra i 2583 regali recapitati agli sposi, il più gradito da Elisabetta fu un cavallo da corsa da parte dell’Aga Khan.  Elisabetta e Filippo trascorsero la prima parte della luna di miele a Broadlands, ospiti di lord Mountbatten. Furono alloggiati in una camera decorata da Salvador Dalì. 34 anni dopo, anche Carlo e Diana in viaggio di nozze avrebbero dormito in quello stesso letto. «Filippo è un angelo, è così carino e premuroso…», scriveva un’estasiata Elisabetta alla madre in una lettera vergata durante la luna di miele.  Rientrati a Londra, Elisabetta e Filippo si stabilirono a Clarence House, attuale residenza del principe Carlo e della moglie Camilla. Nei weekend si spostavano a Windlesham Moor nel Surrey in una tenuta presa in affitto. I giovani sposini adoravano andare a ballare nei locali. La principessa aveva un debole per le feste in maschera: il suo travestimento preferito era impersonare le Infante di Spagna con le loro mantille. «Il divorzio crea i più bui fantasmi della nostra società»: così un’accalorata Elisabetta fresca sposa durante un discorso tenuto alla Mother’s Union. La loro prima visita ufficiale di coppia fu a Parigi. Elisabetta non ne conserva un buon ricordo: era segretamente incinta di quattro mesi e soffriva di violente nausee.  Quando si ruppero le acque, Filippo stava giocando a squash. Assistette alla nascita di Carlo in tenuta sportiva.  Alla fine del 1949, Elisabetta e Filippo lasciarono Carlo a Londra con nonni e bambinaie e si trasferirono a Malta dove il duca di Edimburgo era stato promosso secondo comandante del cacciatorpediniere Chequers. «Fare la moglie di un marinaio fu il periodo più felice della sua vita», disse Margareth Rhodes, cugina di Elisabetta e sua più intima amica. Nei primi spensierati anni di matrimonio, Elisabetta si dedicò alla regia: adorava girare filmini amatoriali al marito e ai figli Carlo e Anna. Da subito Elisabetta delegò in toto l’educazione dei figli al marito. Carlo, considerato dal padre e anche dalla madre troppo debole, non riuscirà mai ad avere con lui un buon rapporto. Fu Filippo, durante un viaggio in Kenya, ad annunciare alla moglie la morte del padre il 6 febbraio del 1952. Elisabetta era regina, ma lui non si inchinò. Poco dopo l’ascesa al trono di Elisabetta, la coppia affronta la prima crisi: Filippo pretende che i figli portino il suo cognome, ma la nonna Mary, sua madre e soprattutto Winston Churchill convincono Elisabetta a respingere le istanze del marito.  Filippo venne nominato “regista” della sontuosa cerimonia di incoronazione che ebbe luogo il 2 giugno 1953, oltre un anno dopo la morte di Giorgio VI. Chiese di poter camminare e sedere vicino alla moglie, ma gli fu proibito.  Da subito Filippo ed Elisabetta decisero di dormire in camere separate ma in appartamenti attigui. Stando a diversi biografi reali, il lato passionale del loro rapporto iniziò a spegnersi dopo l’incoronazione.  Il principe prende a uscire con gli amici tutti i giovedì sera. Il gruppo, di cui fanno parte anche gli attori David Niven e Peter Ustinov, si ritrova in un club di Soho poco distante dall’appartamento del fotografo Stirling Henry Nahum, che prestava con piacere le chiavi di casa a Filippo. La stampa si scatena attribuendo al duca un lungo elenco di conquiste. Negli anni si susseguono tra gli altri i nomi della madre di Sarah Ferguson, Susie, dell’attrice Pat Kirkwood e soprattutto della principessa Alessandra di Kent, cugina di primo grado di Elisabetta nonché una delle sue otto damigelle di nozze.  Dal flirt con la cantante Hélène Cordet sarebbe addirittura nato un bambino, Max, del quale Filippo è padrino nonché, per anni, suo sponsor economico al college. Anche la regina si sarebbe concessa una dolce evasione: l’indiziato speciale è Henry Porchester, suo fidatissimo consigliere in fatto di cavalli. 1956: la coppia attraversa la sua crisi più profonda. Forse per allontanare il principe da amicizie troppo intime, viene fatto imbarcare per un tour di quattro mesi tra Oceania, dove inaugurerà nel nome di sua maestà le Olimpiadi di Melbourne, e Africa. In occasione del loro 9° anniversario, Filippo fece recapitare alla moglie un mazzo di rose bianche e la foto di due iguana abbracciati.  Incinta di Andrea, nel 1960 Elisabetta chiede di riaprire la questione del cognome dei figli: viene stabilito che i discendenti apotranno firmarsi Mountbatten-Windsor, mentre la casata regnante sarebbe rimasta Windsor. Elisabetta chiede allora al governo di valutare per il marito il titolo di Principe del Regno Unito, ma la sua preghiera rimane inascoltata. Filippo disprezza i politici. Per questa ragione Elisabetta non gli ha mai permesso di presenziare agli incontri settimanali che lei ha con il primo ministro in carica.  Dopo la nascita di Andrea, fu Filippo, ossessionato dalla linea fisica, a mettere a dieta la regina togliendole per mesi patate, zuccheri e vino. Filippo, appassionato di nuove tecnologie, convinse la moglie ad abbandonare la radio per passare alla Tv in occasione del tradizionale discorso natalizio alla nazione. Per imparare come stare davanti alle telecamere, la regina prese lezioni da Sylvia Peters, la Nicoletta Orsomando della BBC.  Nel 1967, la mamma di Filippo, Alice, andò a vivere con loro per via delle cattive condizioni di salute. La regina andava d’accordo con la suocera, nonostante fosse una donna eccentrica che aveva persino fondato un suo ordine religioso e se ne andava in giro vestita da suora. Elisabetta e Filippo fanno sempre colazione insieme: spremuta di arancia e the per entrambi, toast con burro e marmellata di arance per lei, aringa affumicata per lui. Da sempre Elisabetta inizia i suoi discorsi con la frase: «My husband and I». Come ogni coppia, anche loro litigano. Tema preferito? La velocità: lui adora le auto sportive, lei ne è terrorizzata.  In privato Filippo chiama la moglie Lilibet, il suo soprannome da bambina, darling o “sausage”, salsiccia.  Più dei cavalli, passione suprema di Elisabetta che il marito non condivide con altrettanta dedizione, l’attività all’aria aperta che amavano fare insieme erano lunghe battute di caccia nei boschi di Balmoral. La regina ha ucciso il suo ultimo cervo nel 1983.  Durante le vacanze estive a Balmoral, la regina e il duca si divertivano a organizzare picnic per gli amici durante i quali Filippo si dedicava al barbecue ed Elisabetta alla tavola senza l’aiuto di inservienti. Lei ha promesso a lui che non abdicherà mai, nemmeno quando resterà vedova. Considerando che sua madre è morta a 102 anni, Carlo può mettersi il cuore in pace per altri undici… Elisabetta è alta 163 centimetri ed è nata sotto il segno del Toro. Filippo 183 ed è della seconda decade dei Gemelli. Entrambi coltivano un certo interesse per l’interior design: furono loro, aiutati dall’architetto Hugh Casson, a realizzare gli interni del Britannia, lo yacht reale varato nel 1954 e dismesso nel 1997 per i costi eccessivi che il governo non era più disposto a sopportare.  Filippo è molto protettivo con la moglie e non tollera che qualcuno la metta in ombra. Per questo, da primo e più grande sponsor di Diana, diventerà uno dei suoi oppositori più accaniti. Fu proprio Filippo a convincere la moglie, come abbiamo visto profondamente contraria al divorzio, ad approvare la separazione dei figli Anna, Andrea e Carlo. La sera cenano spesso separati: Elisabetta ama mangiare davanti alla Tv mentre guarda spettacoli comici o vecchi film, lui ama i documentari.  In 73 anni di vita pubblica, le volte in cui Elisabetta e Filippo si sono baciati si contano sulle dita di una mano. Colpa della regina madre, che redarguì il genero dopo che questi si era abbandonato a un gesto di tenerezza pochi mesi dopo le nozze: nessun membro della famiglia reale deve mostrare le proprie emozioni in pubblico. Filippo era profondamente contrario alla gag di apertura delle Olimpiadi di Londra 2012 in cui la regina si prestava a fare da Bond Girl a Daniel Craig. Fece di tutto per convincerla a desistere, ma lei preferì ascoltare i nipoti William e Harry, grandi fan dell’idea. «Voglio vivere in campagna, sposare un contadino e avere un sacco di cavalli e di mucche»: così scrisse su un quaderno l’Elisabetta bambina, quando ancora sembrava che scettro e corona non dovessero riguardarla.  «La tolleranza è uno degli ingredienti essenziali di ogni matrimonio felice, ed è una virtù che mia moglie possiede in abbondanza»: così Filippo rese omaggio a Elisabetta durante la cena di stato in onore dei loro 50. (testo raccolto da Vanity fair)

scritto da 







Related posts

error: Attenzione, il contenuto è protetto.

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi