You are here
HO RICEVUTO UNA MULTA CON AUTOVELOX! MA È VERO CHE È NULLA SE RISULTA NON OMOLOGATO? L'Avvocato risponde 

HO RICEVUTO UNA MULTA CON AUTOVELOX! MA È VERO CHE È NULLA SE RISULTA NON OMOLOGATO?



L’avvocato Simone Labonia ci chiarisce il problema alla luce di recenti pronunce della Corte di Cassazione.

La Corte è tornata ad affrontare il tema degli autovelox non omologati con una decisione che sta alimentando un intenso dibattito tra automobilisti, avvocati e pubbliche amministrazioni. Il provvedimento riguarda la validità delle contravvenzioni elevate tramite dispositivi di rilevazione della velocità privi di formale omologazione ministeriale, ma comunque sottoposti a verifiche periodiche di funzionalità e taratura.
Secondo numerose interpretazioni, la Suprema Corte avrebbe riconosciuto la piena validità delle multe anche in assenza dell’omologazione, purché il dispositivo risulti correttamente tarato e verificato entro i termini previsti dalla normativa tecnica.
In buona sostanza, si è ritenuta decisiva la prova della regolare verifica periodica dello strumento.

La pronuncia assume particolare rilievo perché negli ultimi anni numerose decisioni giurisprudenziali avevano invece evidenziato la distinzione tra “approvazione” e “omologazione”, ritenendo insufficiente la sola approvazione amministrativa del dispositivo.
L’ordinanza sembra però spostare l’attenzione sull’affidabilità concreta dell’apparecchio e sulla correttezza tecnica delle misurazioni effettuate.
Non mancano tuttavia interpretazioni più prudenti. Alcuni commentatori giuridici sottolineano infatti che la Cassazione non avrebbe eliminato il requisito dell’omologazione, ma semplicemente rigettato il ricorso in un caso specifico, per carenza di elementi sufficienti a dimostrare l’inattendibilità dell’accertamento.
In particolare, si afferma che spetta comunque all’amministrazione fornire prova dell’iniziale omologazione e della periodica taratura dello strumento.
Il risultato è un quadro ancora complesso. Da un lato, i Comuni vedono rafforzata la possibilità di difendere le sanzioni elevate tramite dispositivi regolarmente verificati; dall’altro, resta aperta la questione giuridica relativa alla mancanza di una chiara disciplina tecnica sull’omologazione di molti autovelox utilizzati in Italia.
Il dibattito resta acceso, con molti utenti che continuano a chiedersi come verificare concretamente se un apparecchio sia realmente omologato oppure soltanto approvato.
Non sembra eliminato definitivamente il contenzioso sugli autovelox, ma certamente il segnale è importante: per la Cassazione la corretta taratura periodica assume un ruolo centrale nella valutazione della validità della contravvenzione.

Sicuramente la questione continuerà a generare nuovi ricorsi e ulteriori pronunce giurisprudenziali.

scritto da 







Related posts