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Salerno, scoperto sotto la Chiesa di San Benedetto l’antico teatro romano della città Attualità zonarcs 

Salerno, scoperto sotto la Chiesa di San Benedetto l’antico teatro romano della città

Una scoperta destinata a riscrivere una parte importante della storia urbana di Salerno. Sotto la storica Chiesa di San Benedetto sono stati identificati i resti dell’antico teatro romano cittadino, una struttura cercata invano per generazioni da archeologi, storici e studiosi dell’architettura.

Il risultato è frutto delle ricerche coordinate dalla professoressa Rosa Fiorillo, archeologa medievista del Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Salerno, con il contributo delle architette Simona Talenti Sara Antinozzi, che hanno effettuato avanzati rilievi tridimensionali dell’intero complesso.

Una scoperta che cambia la storia della città

Grazie alle tecnologie di rilievo 3D e alle analisi stratigrafiche, gli studiosi sono riusciti a interpretare correttamente una serie di strutture murarie semicircolari presenti nei livelli ipogei della chiesa. Secondo la ricostruzione emersa dalle indagini, tali elementi architettonici corrispondono a ciò che resta della cavea dell’antico teatro romano di Salerno, una presenza ipotizzata da tempo ma mai individuata con certezza.

Per anni quelle strutture erano state oggetto di diverse interpretazioni. Alcuni studiosi avevano addirittura avanzato l’ipotesi che si trattasse dei resti di un antico battistero. Le nuove analisi hanno invece dimostrato che le canalizzazioni e le condotte in terracotta rinvenute nell’area furono inserite in epoche successive, alterando la lettura originaria del sito.

Il monastero che custodiva il segreto

La scoperta assume un valore ancora maggiore se inserita nel contesto storico del complesso di San Benedetto, uno dei più importanti centri monastici del Mezzogiorno medievale. Le prime attestazioni documentarie del monastero risalgono all’868. Sorto nell’area dell’antico Orto Magno, il complesso attraversò oltre mille anni di storia, sopravvivendo a incursioni saracene, ricostruzioni, trasformazioni architettoniche e cambi di destinazione d’uso.

Nel corso dei secoli il monastero fu legato a figure di primo piano della storia ecclesiastica e culturale italiana, tra cui Alfano I e Vittore III, nato come Desiderio di Montecassino. Dopo la soppressione napoleonica del 1807, gli edifici furono destinati ad usi militari, mentre la chiesa venne trasformata dapprima in teatro pubblico e successivamente in deposito, prima di tornare alla Curia salernitana nel 1963.

Gli ambienti ipogei e le nuove prospettive di ricerca

Le indagini hanno portato alla luce una complessa stratificazione archeologica che racconta quasi duemila anni di storia cittadina, dall’età romana al basso Medioevo. Oltre alle strutture riconducibili al teatro, gli studiosi hanno individuato tracce di successive rifunzionalizzazioni dell’area, con la presenza di cisterne, canalizzazioni e sistemi destinati alla gestione delle risorse idriche.

Particolarmente suggestivi risultano alcuni ambienti sotterranei ancora poco conosciuti. Tra questi figura un lungo cunicolo che si sviluppa alle spalle dell’abside della chiesa e conduce verso edifici oggi non accessibili a causa delle precarie condizioni conservative. Durante i recenti sopralluoghi sono inoltre emersi affreschi conservati su alcuni muri dell’antico teatro e porzioni di pavimentazione in riggiole di terracotta che testimoniano ulteriori fasi di utilizzo degli spazi.

Un mito archeologico finalmente ritrovato

Per decenni l’ubicazione del teatro romano di Salerno ha rappresentato uno dei grandi interrogativi dell’archeologia urbana cittadina. Le nuove evidenze raccolte dal gruppo di ricerca dell’Università di Salerno sembrano ora fornire una risposta definitiva a un enigma che ha attraversato generazioni di studiosi.

La scoperta apre nuove prospettive per la conoscenza della topografia dell’antica Salerno e potrebbe rappresentare un punto di svolta per future campagne di ricerca e valorizzazione del patrimonio storico-archeologico del centro cittadino.

Un ritrovamento che restituisce alla città un tassello fondamentale della propria memoria e che conferma come, sotto le architetture medievali di San Benedetto, si conservi uno dei più importanti capitoli della Salerno romana.

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