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Il 23 luglio 2005 il grave attentato a Sharm con 88 morto di cui 6 italiani Attualità 

Il 23 luglio 2005 il grave attentato a Sharm con 88 morto di cui 6 italiani

Il 23 luglio del 2005, 16 anni fa, a Sharm el-Sheikh, in Egitto, la stagione estiva era in pieno svolgimento. Per Sharm, una delle località marittime più apprezzate a livello internazionale, quello fu però il giorno più buio. In tre attentati suicidi, con altrettante deflagrazioni, furono colpiti il mercato vecchio, l’Hotel Ghazala Gardens a Naama Bay e la stazione dei taxi nei pressi dell’Ocean Bay Hotel, sempre a Naama.

I morti, in totale, furono 88 (57 egiziani, 11 inglesi, sei italiani, quattro turchi, due tedeschi più altri di diverse nazionalità). Circa 150 i feriti. Era (ed è tutt’ora) il più grave attentato terroristico nella storia del Paese, già sconvolto dall’attentato di Taaba dell’anno precedente (34 morti) e dall’orribile massacro del 1997 a Luxor, con 62 vittime, soprattutto turisti.

 

Quella avvenuta oggi di 15 anni fa è l’azione terroristica con il maggior numero di vittime nella storia dell’Egitto, e la data coincide con il “Giorno della Rivoluzione” (la ricorrenza che ricorda lo spodestamento del sovrano Faruq da parte di Nasser, avvenuta nel 1952). Secondo le fonti, l’attacco a Sharm El Sheikh è stato provocato da tre diverse autobombe. La prima esplosione è avvenuta durante la notte, presso il “Mercato Vecchio” di Sharm, verso le 01.15 (ora locale): in questo orario la maggior parte dei turisti è solitamente ancora in giro nei locali o ristoranti della zona, quindi poteva andare molto peggio, una vera e propria carneficina. La seconda bomba aveva colpito invece un hotel a quattro stelle, il “Ghazala Gardens” situato fuori dalla città (a circa sei chilometri, sulla costa), frequentato per lo più da turisti di tutto il mondo. Le due autobombe, molto forti, avevano fatto sentire il loro rumore anche a distanza di molti chilometri. A causa di questi attentati l’affluenza dei turisti occidentali si è fermata per circa due mesi. Ad oggi, seppure in lieve calo a causa della crisi economica, ci sia una ripresa.

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