Seneca, la Fit Cisl Salerno: “Licenziamenti inaccettabili: i lavoratori non pagheranno l’incapacità gestionale dell’azienda”
La FIT‑CISL di Salerno denuncia con forza la gravissima situazione che stanno vivendo i lavoratori della S.EN.E.C.A. Srl, colpiti da licenziamenti anomali, unilaterali e privi dei presupposti di legge, nonostante l’attività aziendale risulti tutt’altro che cessata.
Da oltre un anno i dipendenti vivono in una condizione di ansia, precarietà e totale incertezza, sospesi in cassa integrazione mentre l’azienda continua a incassare regolarmente dai contratti con gli enti pubblici, mantenendo appalti attivi e garantendo il servizio tramite terzi. Una contraddizione che grida vendetta.
Le lettere di licenziamento inviate ai lavoratori parlano di “cessazione dell’attività aziendale”, ma la realtà è ben diversa:
- l’azienda non è in liquidazione;
- non esiste alcuna procedura fallimentare;
- gli appalti con gli enti pubblici risultano ancora attivi;
- in diversi cantieri il personale risulta ancora formalmente assegnato;
- l’attività di stoccaggio e gestione rifiuti prosegue tramite ditte terze, come riportato anche nelle impugnazioni dei lavoratori.
Siamo di fronte a una scelta ingiustificata, arbitraria e profondamente lesiva dei diritti dei lavoratori, che non può essere fatta passare sotto silenzio.
Ricordiamo che l’incendio che ha colpito il capannone aziendale il 5 aprile 2025 – evento che ha determinato la sospensione dell’attività – è tuttora oggetto di indagini da parte delle autorità competenti. Le cause non sono state chiarite e non esiste alcuna conclusione ufficiale.
È inaccettabile che, mentre le indagini proseguono, siano i lavoratori e le loro famiglie a pagare il prezzo più alto, come se fossero responsabili di una disorganizzazione che non appartiene a loro.
In diversi appalti risultano scadenze imminenti e procedure di gara che porteranno comunque all’assegnazione del servizio ad altri operatori. Il servizio pubblico deve essere garantito, e questo rende i licenziamenti una forzatura incomprensibile e inaccettabile.
Se le lavorazioni saranno riassegnate, i lavoratori dovranno essere ricollocati, non abbandonati.
La FIT‑CISL ha già richiesto formalmente:
- la sospensione immediata dei licenziamenti;
- la consegna degli atti relativi agli appalti in essere;
- la convocazione urgente di un tavolo entro 72 ore.
Se l’azienda non risponderà, procederemo con:
- attivazione delle procedure di raffreddamento;
- proclamazione dello stato di agitazione;
- sciopero generale dei lavoratori del sito;
- informativa agli enti appaltanti;
- valutazione di azione legale per condotta antisindacale ex art. 28 Statuto dei Lavoratori.
“Non permetteremo che i lavoratori vengano scaricati dopo un anno di sacrifici, mentre l’azienda continua a incassare e a mantenere appalti attivi. Le famiglie non possono pagare la disorganizzazione aziendale. Se l’azienda non ritirerà immediatamente i licenziamenti, la mobilitazione sarà inevitabile e durissima. La FIT‑CISL è pronta a difendere i lavoratori in ogni sede, senza arretrare di un millimetro.” – dichiara Diego Corace segretario Provinciale della FIT – CISL di Salerno.
non pagheranno l’incapacità gestionale dell’azienda”





