Lutto in politica, muore Paolo Cirino Pomicino
La sua vita si lega, però, indissolubilmente a quella della Democrazia Cristiana campana. Negli anni ’70 è consigliere e assessore del Comune di Napoli ma, nel 1976, viene eletto deputato tra le fila della corrente andreottiana e negli anni ’80 entra nelle stanze del potere come presidente della commissione bilancio della Camera.“Fino a quando sono arrivato io la commissione Bilancio non contava nulla”, si vantava Pomicino che la considerava “un contropotere all’americana”. È qui che nasce l’emendamento “vol-au-vent” che noi “riempivamo di provvedimenti e finanziamenti”. Il capogruppo della sinistra indipendente, Ada Becchi, iniziò a chiamarla ‘Sportello Pomicino’ proprio perché i partiti, le varie correnti chiedevano e lui trovava il modo, appunto, di accontentare tutti. Lui, infatti, si difendeva spiegando che:“Se lo sportello funziona, è solo perché qualcuno bussa”.
Sono i ‘mitici anni ‘80’, preludio della fine del muro di Berlino e di Tangentopoli, ma soprattutto sono gli anni degli yuppies, dell’edonismo spensierato. Edonismo che contagia anche Cirino Pomicino che, all’epoca, per la sua villa sull’Appia, quella dove nel 1989 i capicorrente della Dc indicarono Forlani come nuovo segretario al posto di De Mita, pagava un affitto di 6 milioni al mese. A Napoli possedeva un attico in via Nevio con 14 vani, colonne di marmo, librerie in acero e una terrazza a picco sul mare e sul Vesuvio. Nel film “Il Divo” di Paolo Sorrentino un bravissimo Carlo Buccirosso interpreta la parte di Pomicino che organizza una festa megagalattica nella villa romana dell’Appia e corre in Transatlantico come se fosse a casa propria. D’altronde Pomicino non ha mai considerato la ricchezza un peccato mortale. “Personalmente non faccio parte di quella schiera di cattolici convinti che il denaro sia il demonio. Se uno è ricco di famiglia, o se ha un’industria o un’attività che marcia da sola, ben vengano i soldi che rendono libera la politica, come nel caso di Berlusconi. Ciò che non deve mai avvenire è che – scrisse in uno dei suoi libri – il denaro acquisti la politica e la sua libertà senza le quali il paese declina”.





